FANDOM


Oddio, dove mi trovo? Non riesco a vedere niente.

L’incidente, la corsa in ospedale, l’intervento.

Io e il mio fottuto vizio di andare veloce in moto.



Sono steso su una qualche superficie rigida, sento il mio corpo intorpidito, non riesco a muovere un muscolo.



“Hey, stai tranquillo, sei in ospedale” risponde una rassicurante voce femminile.

Provo a rispondere, ma le mie labbra non si muovono, la mia gola non produce alcun suono.



Cazzo, non riesco a proferire parola, ti prego aiutami, che sta succedendo?!



“Calmo, sono la dottoressa P. va tutto bene, hai subito un intervento molto importante da parte di una mia collega, è normale sentirsi strano”

Okay, okay, provo a calmarmi. Sono solo i postumi dell’intervento allora.



Ma un momento, io non sto parlando, fisicamente non riesco a farlo, come può la dottoressa capirmi?

“Come dici? Uh, beh, è compito di noi medici capire i pazienti, ti pare? Sei mai stato dal dentista?”



Facile rispondere così.



“Adesso devo farti un paio di punture, tranquillo, va bene?”

Più tranquillo di così, sono tipo paralizzato dall’anestetico o robe del genere, chi si muove.

“Dai, non essere scorbutico, è per il tuo bene”



L’ago mi penetra la carne, non provo dolore né fastidio, quasi non riesco a sentirlo.



Dottoressa, cosa mi ha iniettato?

“1,4-butandiammina e 1,5-pentandiammina”



Oh grazie! Ora si che ho capito. Laureati del cazzo.



Mi sento strano, ho freddo.

La voce dell’infermiera è dolce e rassicurante, ma al contempo distante, distaccata.



Ho paura, voglio tornare a casa.



“Non è carino insultare i titoli di studio di chi ti tiene sotto i ferri sai? Comunque non preoccuparti, tornerai sicuramente a casa, ormai il peggio è passato”

Davvero? Tornerò a casa, staro bene? Potrò di nuovo stare con la mia famiglia, andare in giro, conoscere nuove persone?

“Certo, anzi, ti dirò di più. Presto potrai conoscere tutti e stare con ognuno di loro, potrai andare dovunque, anzi, andrai dovunque!”



Sento una vena di follia in queste parole, nonostante la voce della dottoressa rimanga calma come sempre.



Dottoressa-

“Sai che” mi interrompe “in ognuno di noi è presente una piccola percentuale delle molecole che hanno composto ogni personaggio famoso della storia?”



E questo cosa significa?



“Chi è il tuo idolo del passato? Shakespeare? No, non mi sembri il tipo, forse Jimi Hendrix? Beh, chiunque esso sia sappi che, in una piccola parte, le molecole e gli atomi che componevano il suo corpo ora sono nel tuo!” disse con particolare emozione, per poi tornare al suo tono dolce e calmo “Non è eccezionale?”



Perché mi sta dicendo tutto questo? Ho paura, tutto questo è inquietante, voglio solo tornare a casa, voglio solo stare bene, la prego dottoressa, mi aiuti!



“La vita è un ciclo continuo, sfrutta bene ciò che hai perché è solo in prestito e quando tutto finisce bisogna restituirlo, capisci? È normale, non pensi a chi verrà dopo di te? Vuoi essere così egoista da negare la materia prima su cui costruire il futuro dell’umanità?”





“Presto sarai libero, migliaia e migliaia di persone saranno composte anche da te. E sarai ovunque, girerai il mondo, conoscerai un numero infinito di persone, stai sereno. Va tutto bene, c’è qui la dottoressa Putrefazione”.


Vota questo racconto:

Voto complessivo:

È necessario registrarsi e collegarsi dal browser per poter votare e visualizzare i risultati.