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Era una fredda mattina di marzo, mi stavo incamminando verso la mia scuola assieme a Ginevra e Bea. Passammo per un viale, vicino al quale scorreva un fiumiciattolo, nel mezzo di un bosco; come ho già detto, era freddo ed il fiume, per contrasto, creò un po di nebbia.

Io e le mie amiche andavamo di fretta per paura di arrivare tardi in classe, erano circa le 7:40. Frequentavo la prima liceo e più precisamente il Linguistico di Prato: ho sempre amato le culture e le lingue straniere. Comunque c'era la nebbia che stava crescendo e nascondeva la strada sotto i nostri piedi,riuscivamo a vedere ben poco davanti a noi.

Bea, poco più grande di me, lunghi capelli biondi e occhi smeraldini, incantevoli. Lei si fermò, si volse verso di noi e disse: «Mancano dieci minuti, non voglio tardare, io prendo una scorciatoia voi andate avanti.» E si incamminò per un sentiero che tagliava nel bosco. Io e Ginevra l'abbiamo seguita ma la folta nebbia aumentava e lei scomparve dalla nostra vista. Poco dopo arrivammo a scuola, ma Beatrice non era con noi,non arrivò mai quella mattina, scomparve nel bosco. . . . .


Ops, non mi sono ancora presentata,io sono Alice... Alice Chiti, 17 anni (all'epoca 15), alta e lunghi capelli castano chiaro, occhi violacei, già i miei occhi sono violacei ed io ne vado fiera.


Tornando alla mia storia. Bea era scomparsa, forse persa, tutt'ora non si hanno sue notizie. Ginevra ed io decidemmo dopo scuola di cercarla, la nebbia si era dissipata, perciò le ricerche furono facili e le probabilità di ritrovarla erano molte, ma fu invano; trovammo solo il suo telefono cellulare dal display rotto e quello che sembrava un brandello di tessuto rosso, come la maglia rossa di Bea. Quella stessa sera al telegiornale ci fu un servizio su casi di sparizioni avvenute in tutta la penisola italica quella mattina, tutte ragazze bionde dagli occhi verdi: Benedetta scomparsa a Bologna, Barbara a Milano, Batilda a Novara, Brigida a Taranto etc... Tutte sparite nelle stesse circostanze:vicino ad un bosco o ad un parco,fra le 7:30 e le 8:30. Sembrava un rapimento seriale, io rimasi shockata, cercai di convincere Ginevra a tornare nel bosco e cercarla di nuovo, ma lei si rifiutò terrorizzata dal servizio al TG. Così andai da sola di nascosto ai miei genitori.


Per farla breve, non trovai niente, ma mentre mi dirigevo a casa, sentendomi osservata, o in qualche modo seguita, scrutai dietro di me un ombra che si contorceva nel buio e nella nebbia, notai dopo circa una ventina di metri che quest'ultima mi seguiva. Quell'ombra aveva qualcosa di anomalo. Sembrava, per certi versi, antropomorfa. Voi vi chiederete; "Perché ci sta raccontando tutto questo? Che senso ha? Cosa è successo?" Perché questo è l'introduzione a ciò che andrete a leggere, a ciò che successe il mese successivo.



Aprile, una fredda mattina, la nebbia cresceva nonostante ci fosse il sole, ed il cielo era limpido, tutto sembrava diventare grigio. Io ero sola, nel viale per andare a scuola, Ginevra non volle più fare quella strada a piedi,mai più. Di Bea ancora nessuna notizia, né delle altre ragazze scomparse. Mentre camminavo inclinai di 70° la testa e vidi una strana ombra antropomorfa... La stessa ombra di un mese prima, che mi seguì nel bosco. Era riapparsa, assieme alla nebbia. Erano circa le 7.00, quindi molto presto, ed io avevo ancora sonno, il viale di felci era deserto, tranne me e l'ombra ovviamente. Quest'ultima mi seguiva senza tregua e più andavo veloce più si avvicinava. Mi prese l'abbiocco, lottai contro me stessa per non cedere alla stanchezza, ma fu più forte di me. Mi addormentai lentamente, caddi per terra e vidi quell'ombra che si avvicinava ancora di più a me. . . . .


Poco dopo mi svegliai in un magazzino, molto grande, 5 ragazze sedute a cerchio, me compresa..no, eravamo legate alle sedie. Comunque erano tutte alte, brune e con gli occhi bluviolacei. In mezzo al cerchio c'era uno stereo a pile sul pavimento,mattonelle gialle e sporche di sangue, sul soffitto c'erano appese catene arrugginite, le pareti erano sporche di calcare e muffa, si percepiva nell'aria un forte odore di metallo e di fumo. Io e le altre ragazze ci squadrammo un po', una di loro piangeva, un'altra mi guardava perplessa, un'altra ancora sbuffava, così presi la parola per prima.


«I-insomma, dove ci troviamo??» «In un magazzino!» Disse quella di fronte a me,in tono sarcastico. «Questo lo vedo anch'io,ma perché?» «Ce lo chiediamo tutte, cara. » Rispose la ragazza di fianco, accennando un sorriso malinconico. «Allora, p-posso sapere chi siete voi? Io mi chiamo Alice.» A questa domanda tutte fecero un sussulto. «Io sono Anna.» Disse la ragazza alla mia destra. «Io sono Anastasia, molto piacere agnellino.» Rispose la sarcastica. «Perché siamo qui?» Chiesi io nuovamente. «Perché siamo tutte dei sacrifici...la ragazza alla tua sinistra è Amanda,questa tipa vicino a me è Ada e quella fra Anna e Ada è Agata. » Rispose con una smorfia. «Ferma, aspetta, c-cosa? Ma... Siamo tutte ragazze i cui nomi iniziano per A e di aspetto simili? Ma sembra... » Non riuscii a finire il discorso,poiché la mia mente volò a Beatrice, in compenso lo finì Ada per me. «...Il caso di rapimento seriale di un mese fa?! Esatto.» Tutte loro cercavano di mantenere un comportamento calmo,ma nei loro occhi si leggeva la paura. «Possibile che si tratti del solito rapitore?» Chiesi io, quando vidi ai miei piedi del fumo bianco, freddo..no, aspetta...quello non era fumo...era NEBBIA!


Gli sguardi delle altre erano puntati alle mie spalle,sentii un brivido dietro di me....una strana ombra nera si appoggiò alle mie spalle,vidi chiaramente una mano,che mi stringeva. «Esatto, mia lady ,sono sempre io... »Rispose alla mia domanda una voce maschile, dietro di me. «...E presto farete la loro stessa fine!» Iniziò a ridere come un matto mentre scivolava fra me e Anna,fino a raggiungere il centro,vicino allo stereo. «AHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!AHAHAHAHHAHAHAHAH!!!!!!! Prima di sventrarvi vive voglio giocare!Chi si offre? Chi si offre? » L'ombra, o meglio ,l'uomo indossava un giaccone scuro, una bombetta e degli stivali in gomma nera ,capelli lunghi e neri,alto e snello,dai tratti somatici non poco affascinanti,con un ghigno sorridente stampato in faccia,occhi ipnotici i suoi. Si avvicinò alla ragazza con le lacrime agli occhi, rise di nuovo, come uno psicopatico. «AHAHAHAHAH!!! Iniziamo da te,eh Agatuccia?» La slegò, la prese con forza per le braccia, di modo che non potesse scappare, con il piede accese lo stereo,ed iniziarono a ballare. Lei scoppiò a piangere di nuovo, più forte, e lui rise, ancora più sadico di prima. Tutte rimanemmo disgustate, pietrificate dalla paura. Poi l'assassino estrasse una mannaia dalla tasca del giaccone, la sbatté a terra e cominciò a squartarla...tirò via le interiora e le poggiò vicino a lei, che ancora piangeva, vidi lo stomaco, l'intestino,i reni...vomitai ma non fui la sola. Le aprì una voragine nel petto e le strappò via il cuore,a quel punto morì, diede un morso al cuore come fosse una mela. Rise:«AHAHAHAHAH!!! Passiamo alla prossima!» Tutto insanguinato si avvicinò ad Anastasia,che cercò di scappare via ma non ci riuscì. Fece lo stesso servizio a tutte,io per fortuna trovai un po' di coraggio, sciolsi le corde rompendomi più di un unghia.

Fu difficile,ma riuscii a scappare... ...Sto ancora scappando,lui mi segue ancora....non ha finito...ed ora vuole me... ....vi chiedo aiuto,sto raccontando tutto questo per avere un aiuto.......quella nebbia,la sua nebbia....ha ucciso Bea.....vuole uccidere anche me....quell'ombra mi segue..quella nebbia,la-la vedo...è ai miei piedi ....è qui,lui è qui....lo sento,lo vedo....AIUTO.....E' qui...Lu-lui è quhsebckeajbcwehrnccl v7uq3 prt0 àè' ùQ FR9èB BèR\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\yyyyyyyyyyyyyyybgggggggggggggggggggg gggggggggggggsx                   ffffffffffffff hjm  vdeh ghcdttgd ccccccccfg        dvfrgg44444444444444e333333333333333333333333333333333333333333333333333333333333333333


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