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Pagine tratte dal diario del Dottor P, rinvenuto il 5 agosto 2006

Giorno 1

Quegli sciocchi... credono ancora di potermi prendere in giro? Dicono che sono uno scienziato fallito... dicono che tutte le mie invenzioni saranno inutili... Bastardi. Hanno convinto il re ad esiliarmi,ma presto mi vendicherò. L'unica persona che mi è ancora vicina è mia figlia, Agata. Essa è la sola cosa che riesce a farmi sorridere, ed è anche l'unica che crede in me.

Giorno 2

Mi sono rifugiato presso un vecchio edificio abbandonato di un villaggio distrutto. A quanto pare, il destino mi vuole anche fin troppo bene, visto che sono riuscito non solo a trovare un riparo sicuro, ma anche a trovare un laboratorio sotto ad esso. Il rifugio dispone di due letti, chiaramente impolverati, ma meglio di niente. Oggi Agata era molto felice, anche se un po' dispiaciuta del nostro "trasloco". Ha passato tutto il giorno a giocare e ad inseguire alcuni animali nella foresta vicina al villaggio abbandonato. Mi ha raccontato di alcune farfalle bellissime che ha visto. Ero un po' distratto mentre raccontava, lo ammetto. Infatti pensavo a tutto il materiale che sono riuscito a portare via dal mio precedente laboratorio, poiché ho intenzione di creare una macchina da guerra. Sì, avete capito bene. Creerò finalmente qualcosa... ma non sarà costruita per il bene del mio villaggio, ma per la distruzione di esso. Li voglio tutti morti... dal primo all'ultimo.

Giorno 3

Ho pensato a lungo,durante la notte, alla struttura della mia futura creazione. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata un cannone corazzato o un qualcosa che sparasse palle di piombo molto velocemente, in modo che possa essere letale. Il problema è che non ho abbastanza materiale per creare infinite palle di cannone, quindi ho scartato immediatamente l'idea. Subito dopo, ho pensato ad una torre mobile dotata di tre archi al suo interno. La caratteristica principale di questi ultimi è la loro capacità di sparare dardi ad una grande velocità, ma stavo ancora viaggiando troppo con la mente, poiché non avevo materiali per costruirla. Però ho deciso che questa mia creazione possederà una corazza protettiva molto resistente. E' un' idea che, sicuramente, porterò avanti.

Giorno 4

Il villaggio distrutto si è rivelato fondamentale per le idee e per la costruzione. Infatti sono riuscito a trovare un altro laboratorio, insieme ad alcuni progetti di lavoro che riguardavano un nuovo tipo di materiale per armature o corazze, ribattezzato dagli scienziati "Lorica".Il nome mi è piaciuto fin da subito e ho pensato di assegnarlo ufficialmente al nuovo materiale. Ho dato un'occhiata ai dieci test fatti dagli scienziati, ed esso ha delle enormi potenzialità: gli scienziati lo hanno bersagliato per ben dieci volte, continuando a rinforzarlo, finché non ha raggiunto la massima resistenza. Uno degli scienziati ha indossato l'armatura, mentre i suoi colleghi, hanno incominciato a sparare palle di cannone contro la coraza. Il risultato finale è stato incredibile. L'armatura si è leggermente ammaccata dopo mezz'ora. Finalmente avevo la materia prima per realizzare la mia macchina da guerra. Adesso è il momento di trovare una persona che lo comandi. Ma penso di averla già trovata...

Giorno 5

Sono o non sono un padre straordinario? Mia figlia è stata la prima, e sarà anche l'ultima, ad indossare questa armatura. Urlava, sbraitava, diceva che si fidava di me, ma io gli ho detto di stare tranquilla e che non doveva temere nessuno. Lei diceva di non voler entrare nell'armatura, ma io l'ho obbligata. Ho pensato: io sarò la mente, lei il braccio. Le voglio molto bene, ma io non basto per proteggerla da questo mondo ingiusto, ci vuole qualcosa che sia molto più robusto di me. Ormai è quasi fatta. Creerò la macchina da guerra perfetta, e la potenzierò continuamente, fino a farla diventare inarrestabile... però mia figlia non sembra contenta. Dovrò farle capire che voglio solo il suo bene...

Giorno 6

Dopo aver creato l'armatura, ho completato anche l'elmo. Non volevo creare una macchina da guerra esteticamente brutta, così le ho conferito un aspetto più spaventoso: ho fatto un doppio strato di armatura e, riguardo all'elmo, ho costruito due occhi e due corna e le ho riempite di elisir. Inoltre ho costruito degli appositi comandi in modo che Agata riesca a comandare il robot, e ho perfino creato un piccolo foro per farla respirare. Inoltre ho costruito un pulsante, il quale mi permetterà di aprire o chiudere l'armatura a mio piacimento. Tranquilli, l'arma principale non me la sono dimenticata, infatti sto realizzando la parte fondamentale di questa macchina, ovvero una lunga spada fatta di lorica. Ho deciso di darle un nome: Perfect Enranged Knight Killer of Assassins, ma lo abbrevierò con PEKKA. Che ne dite?

Giorno 7

Ore 14:30

Finalmente, FINALMENTE! La spada è pronta a sbaragliare chiunque si avvicini alla mia creazione! La mia vendetta è quasi compiuta. Domani attaccherò finalmente il villaggio e farò vedere a tutti chi è l'inventore più bravo!

Ore 22:30

Sono solo, ormai, a combattere questa guerra. Stavo dando gli ultimi ritocchi all'armatura, quando ho sentito un urlo provenire dalla stanza di Agata. Giaceva morta sul letto con un pezzo di lorica nel petto... sul letto era stata posata una lettera di suo pugno, nella quale affermava di non poterne più dei miei esperimenti e che questa ossessione mi stava facendo impazzire... anche morta, mia figlia non ha capito nulla. Io volevo solo il suo bene... l'ho messa dentro l'armatura più resistente che sia mai esistita... e lei non mi ha neanche ringraziato. Che sciocca... se lei ha deciso di suicidarsi per impedirmi di compiere la mia vendetta, allora l'armatura la controllerò io. Sì, proprio io! Agata, saremmo potuti essere una coppia invincibile, ma tu hai rovinato tutto.

Giorno 8

Ah, sentire le urla di dolore dei miei avversari è così bello. Il capo degli scienziati, Roger, ha urlato come un dannato quando ha sentito la mia lama penetrargli il petto. Con due o tre fendenti, avevo non solo creato il caos nel villaggio, ma avevo anche distrutto molti edifici, caduti sotto la potenza della mia spada. Ovviamente i soldati, gli arcieri e perfino i principi sono intervenuti, ma sono morti tutti! Inoltre, uccidere il re è stato particolarmente emozionante. Dopo averlo immobilizzato con l'armatura, ho tirato su l'elmo e l'ho visto in faccia. Vedevo la sua espressione di terrore e ridevo come un matto mentre implorava di lasciarlo vivere... certo, come no... infatti gli ho tagliato la testa con un solo colpo. I re si credono potenti quando guardano i loro sudditi dall'alto, quando basta un colpo per ucciderli.

Giorno 20

Perdonatemi se non ho scritto neanche una parola per 12 giorni, ma ero troppo impegnato a distruggere tutti i villaggi che ostacolavano sul mio cammino. Ho guardato tutti i re in faccia prima di ammazzarli... cavolo,però la mia armatura è un po' ammaccata e c'è molto sangue, ormai seccato, su di essa. Devo pulirla e lucidarla. Avere un' armatura pulita in battaglia fa sempre effetto...

Giorno 21

Ore 00:00

Sapete, ci sono dei rischi quando si costruisce qualcosa che tutti vorrebbero. Sto scrivendo in questo momento l'incubo che sto vivendo, sono chiuso in un armadio. L'armatura mi sta cercando... sento una voce molto familiare provenire da essa, ma non voglio uscire per sentirla meglio. Si sta avvicinando... ormai la mia vita è giunta alla fine. Ecco, le ante dell'armadio si sono spalancate. La mia creazione è in piedi davanti a me. Mi sta fissando. Da essa esce uno strano alone viola che sicuramente io non ho mai installato al suo interno... però sento una voce. La stessa di prima. Mi dice che si vuole vendicare di me, ma porterà avanti il mio progetto... dall'elmo è uscito lo spirito di Agata, che continua imperterrito a fissarmi con uno sguardo pieno d'odio. Essere uccisi dalla propria creazione sembra una cosa così buffa... però non è il momento di divagare. Lei mi ha appena preso e sta per calare la spada sulla mia testa. So che distruggerà tutti. La sua anima è composta solamente da odio. Odio verso di me e verso tutti. State attenti... anche se sarà inutile avvertirvi, poiché lei non si fermerà mai. Addio.

Il diario è stato trovato all'interno di un laboratorio vicino al cadavere dell'uomo, ormai ridottosi a scheletro. Inoltre i due uomini che lo hanno trovato non sono mai usciti da lì. Le telecamere di sorveglianza hanno registrato la cruenta morte dei due, oltre che una voce: "Distruzione, solo distruzione..."

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