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Dietro la porta

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Vi è mai successo di essere soli in casa di notte? Sicuramente sì. Talvolta magari avete anche avuto l'orrenda sensazione di essere osservati, anche se ovviamente non c'era nessuno. Qualcuno di voi ha avuto paura, qualcun altro no. Normalissimo e scontato.
Anche a me è successo spesso di rimanere sola in casa la sera. Sapete, la mia è una casa relativamente grande, con molte stanze, ma io preferisco stare in salotto quando non c'è nessuno in casa: per prima cosa chiudo attentamente la porta principale, mi cucino qualcosa da mangiare e guardo un po' di tv prima di dormire.
Una sera, i miei genitori erano andati a cena fuori insieme a degli amici che non mi andava di conoscere. Mi preparai ad una serata in pieno relax: pizza in forno, divano comodo e un film comico in dvd. Quando il film finì erano le 11 passate. Mi alzai a fatica dal divano, assonnata e ciondolante, e portai il piatto sporco di pizza in cucina.
Mi diressi verso le scale, quando passando accanto allo sgabuzzino delle scope sentii un sospiro.
Mi immobilizzai all'istante. Drizzai le orecchie e rimasi ad ascoltare mentre un brivido gelido mi percorreva la schiena. Un altro sospiro. Era maledettamente vicino, forse proprio dietro la porta. Accesi tutte le luci possibili nel raggio di un metro. Mi guardai intorno, ma non c'era nessuno. Un altro sospiro, un rantolo. Sentii un nodo in gola. "Che..che cazzo è stato?..." mi chiesi con un nodo in gola.
-Ssshht...- un sussurro proveniva da dietro la porta. Non riuscii a muovermi, per quanto la mia reazione isterica stesse scalciando per fuoriuscire e farmi gridare. -...Non disturbare... la piccola...- la voce si limitava ad un sussurro lamentoso.
Sembrava una vecchia, o forse un uomo che falsificava la voce... Ci fu un attimo di silenzio, poi, con un tono sommesso e ridondante, la voce iniziò a mormorare una nenia dolce, un inquietante borbottio che presto si trasformò in una specie di ninnananna.
-Dormi dormi, bambolina..
che domani è già mattina...
Dormi non aver paura...
La notte ancora è più sicura....-
Rimasi attaccata al muro, non riuscendo a fare un passo lontano da quella maledetta porta, paralizzata com'ero dal terrore. Tutt'a un tratto, la voce si zittì.
Ricominciai a respirare a pieni polmoni. Allungai il piede verso la porta principale. Dovevo scappare a tutti i costi, allontanarmi il prima possibile. Lentamente, con il cuore in gola, feci un passo verso l'uscita. Poi un altro. Chiunque fosse dietro la porta, mi sentì.
-Ssshht!- rumore di unghie sul legno della porta.


Mi immobilizzai di nuovo, notando con terrore che la maniglia della porta stava lentamente cigolando e ruotando. Mi gettai su di essa e tirai con tutte le mie forze verso di me, impedendo a chiunque si nascondesse là dietro di uscire.
Sentii la porta venire strattonata ferocemente 3, 4 volte, sbattendo violentemente, mentre da dietro risuonava una risata infantile e roca.
Tenni duro, finché lo sconosciuto si zittì e non sentii più la sua presa sulla maniglia. Rimasi in ascolto, con il cuore in gola. Nulla, neanche un respiro. La cosa non mi tranquillizzò affatto e tenni stretta la maniglia.
La casa era ripiombata in un silenzio spettrale.
Appena fui abbastanza lucida per pensare, cercai con lo sguardo le chiavi dello sgabuzzino. Erano appese poco distanti dalla porta, ma per prenderle avrei dovuto lasciare la presa... Non ero sicura di voler rischiare. Appoggiai l'orecchio sul legno freddo della porta: nessun rumore.
Rimasi in ascolto qualche secondo, ma nulla. Sembrava che qualsiasi presenza ci fosse dietro la porta, fosse scomparsa.
Il più rapidamente possibile mi allungai verso le chiavi cercando di non lasciare la presa, ma per qualche secondo dovetti farlo. Mi raddrizzai di scatto e strinsi la maniglia tirandola verso di me con forza, ma sembrava che chiunque ci fosse di là non si fosse neppure accorto del cambiamento, perché non sentii nessuna trazione della maniglia. Con un sospiro di sollievo, chiusi la porta a chiave.
Nessuna reazione da dietro la porta: poggiai ancora l'orecchio sul legno, ma nulla.
Finché una risatina infantile non mi fece trasalire.
Una risatina che proveniva da dietro le mie spalle.


Mi voltai di scatto, aspettandomi di vedere qualcuno nella stanza. Nessuno.
Forse l'immaginazione mi aveva fatto uno scherzo crudele... Iniziai a temere per la mia stessa salute mentale. Stavo impazzendo?...
La casa era immobile e silenziosa, ma mi rimase addosso un'orrenda sensazione di venire osservata. La tensione mi stava schiacciando, dovevo scappare da lì.
Eppure... Eppure non riuscivo a fare un passo. Sentivo lo sguardo di qualcuno addosso, ne sentivo la presenza nella stanza... Non ero sola, ne ero sicura.
Mi tornò in mente la nenia di poco prima, cantata dalla voce distorta dell'angoscia. Forse fu questo a spingermi e riuscii a muovermi. Feci un passo, silenziosamente, guardandomi attorno, ma non accadde nulla. Un altro passo: silenzio. Piano piano mi avvicinavo sempre di più alla porta.
Ero quasi a un metro dall'uscita quando lo vidi.
Un volto sbiancato, dagli occhi spalancati che mi fissavano da dietro la finestra.
La faccia era deformata in una smorfia orripilante, mentre gli occhi sembravano dovessero uscire dalle orbite da un momento all'altro.
Scoppiai in un grido terrorizzato, anche il volto spalancò la bocca in una risata inudibile e sguaiata.

D’istinto mi allontanai di un passo, cercando un appoggio su cui sorreggermi.
Il volto era deformato da un’espressione stravolta, gli occhi spalancati e le labbra tese sui denti lucidi.
Sentii il suo sguardo agghiacciante scivolarmi nelle viscere, gelido e tagliente.
Poi riconobbi, all’improvviso, quegli occhi. Erano i miei.
Toccai con mano tremante il vetro: era solo il mio volto deturpato dall’angoscia quello riflesso nella finestra.
Mi fuggì dalle labbra una risatina flebile e nervosa. “Non c’è nessuno” mi ripetei, “è solo la mia mente che gioca brutti scherzi”.
Sorrisi debolmente al mio riflesso, come per rassicurarmi.
D’un tratto colsi un particolare, un cambiamento nell’immagine riflessa.
Sullo sfondo, vicino alla mia testa, qualcosa si era mosso.
La porta dello sgabuzzino era spalancata.
Mi si fermò il cuore. Mi girai di scatto, ma non riuscii a vedere niente dentro lo sgabuzzino.
Rimasi ad ascoltare. Niente.
-Ehi..?- feci con la voce tremante –C’è qualcuno?!...- mentre lo dicevo già desideravo rimangiarmi tutto e scappare di fretta.
Ma la casa stava dormendo.
Che fosse stato tutto frutto della mia fantasia?
In ogni caso, scivolai velocemente verso la porta d’ingresso, uscii di fretta e me la chiusi alle spalle.

Respirai a pieni polmoni l’aria notturna.
Non riuscivo a spiegarmi ciò che avevo visto e sentito...
Il mio cuore aveva ripreso a battere normalmente e la mia mente era tornata lucida.
Sentivo freddo e mi decisi a rientrare a casa.
Accesi tutte le luci, mi guardai intorno.
La porta era come l’avevo lasciata, per il resto nulla di strano.
Nonostante tutto ho voluto controllare, come un bambino che guarda sotto il letto prima di dormire.
Lo sgabuzzino, alto e stretto, conteneva solo delle scope e qualche straccio.
La mia claustrofobia si fece sentire, quindi feci per uscire.
La porta sbatté violentemente dietro di me.
Mi sentii soffocare, lo sgabuzzino era buio e gelido.
Il panico mi assalì.
Terrorizzata battei disperatamente i pugni sulla porta, piangendo.
Una voce roca e infantile mi cantilenò nell’orecchio:

Dormi dormi, bambolina...

Scritta da BlackOceansoul

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NarrazioniModifica

Creepypasta-Dietro la porta ITA-014:27

Creepypasta-Dietro la porta ITA-0

Narrazione di TheCreepyRadio

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