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Diario di Henry J. Hayes, comandante della nave da carico Remington Swan.

07/09/2000

Oggi pomeriggio, abbiamo lasciato il porto di Shanghai per dirigerci verso Dutch Harbour, in Alaska. Tra i vari manufatti a bordo della nostra nave, ce n'é uno di granitica importanza. Corrono diverse voci su questo oggetto, anche se nessuno a bordo della Remington Swan, io compreso, sa realmente cosa sia. Si dice che sia un antichissimo artefatto proveniente da un lontano e remoto monastero del Nepal. Lo stiamo portando in territorio statunitense per conto del governo USA, tant'è che la sua custodia è targata 'Top Secret'. Nessuno di noi sa minimamente quale fosse la sua originale funzionalità e tanto meno i motivi del governo per impadronirsene...

Informerò delle rilevanti attività nelle giornate successive.

08/09/2000

Finora tutto bene. Le acque sono abbastanza tranquille. Tutto procede come da programma.

09/09/2000

Siamo, da alcune ore, giunti nell'Oceano Pacifico. L'equipaggio è piuttosto tranquillo. Io, personalmente, devo però evidenziare uno strano tremore alla mano sinistra. Non so per quale motivo, ma da quando abbiamo lasciato Shanghai, questo tremolio riprende dopo intervalli sempre più brevi, senza un apparente motivo. Da stamattina, esso è divenuto praticamente incessante. Credo di farmi visitare dal medico di bordo.

10/09/2000

Tutto tranquillo. Niente da segnalare.

11/09/2000

Oggi abbiamo incontrato parecchio mal tempo; forte vento e molta pioggia, ben oltre le previsioni meteo.

Il tremore alla mia mano sinistra è davvero incontrollabile. Il medico di bordo non riesce a capirne le cause, tanto meno a farlo cessare.

12/09/2000

Questa mattina, verso le 7:00, la bussola ha iniziato a dare seri malfunzionamenti. L'ago ha cominciato a girare all'impazzata. I tecnici non riescono a ripararla. Al tempo stesso, le apparecchiature radar hanno smesso di funzionare. Non riusciamo a spiegarci come siano possibili avvenimenti simili nello stesso momento. Io e il comandante di seconda Douglas Carpenter siamo sempre più preoccupati. Continueremo a seguire la stessa rotta che stavamo seguendo prima di perdere il controllo delle apparecchiature.

13/09/2000

Da stanotte stanno succedendo cose assai strane... Tutto l'equipaggio è inspiegabilmente agitato. Ma il particolare più inquietante di tutta questa faccenda è che il nostro cane Nautilus, attorno a mezzanotte si è diretto in direzione della stiva. Non l'ha raggiunta, ma rimaneva immobile a fissare la sua entrata, con aria terrorizzata. Non abbaiava e non ringhiava. Continuava a fissare le scale che conducevano alla stiva. Pareva aver notato una "presenza" invisibile a nostri occhi... E ora arriva la parte peggiore... Quando ho deciso di inviare un paio di marinai (Peter Dickson e Adam Terrence) a scrutare la stiva, in cerca di qualche potenziale intruso, essi non hanno più fatto ritorno, né hanno risposto quando abbiamo più volte tentato di richiamarli urlando. Non sappiamo chi o cosa ci sia all'interno della stiva. Di una cosa sola siamo certi; nella stiva abbiamo riposto la custodia contenente l'artefatto dal Nepal. La cosa sta divenendo così oscura che mi sono rifiutato di inviare altri marinai giù nella stiva... Credo d'aver fatto la scelta peggiore per quei due. Se davvero sono in qualche modo deceduti, i loro corpi dovrebbero giacere ancora nella stiva...

Ore 6:30

Non posso crederci. Diversi membri dell'equipaggio mancano all'appello. Otto marinai sono inspiegabilmente scomparsi nel nulla durante la notte. I dispersi sono Morris, Freeman, Harrison, Miller, Staton, Wright, Winchester e Simmons. Il morale degli uomini è a terra. L'equipaggio è in preda ad un implacabile delirio. Mai mi sono trovato in una situazione simile nella mia carriera e nella mia vita, ma debbo tragicamente constatare, nonostante sia io il comandante della Remington Swan, di non sapere come agire... Un velo di mistero ricopre la stiva e quell'artefatto che neanche conosciamo. Non vorrei credere che sia proprio esso la causa di ciò, ma non sono suscettibile fino a tal punto. Vedremo nei giorni successivi come si aggiorna la situazione.

14/09/2000

Continua il mal tempo. Le nuvole ricoprono il cielo e tira un fortissimo vento da non si sa quale direzione, visto che le bussole e i radar sono ancora inutilizzabili. I miei uomini sono ancora terrorizzati e non so come calmare la loro angoscia. Stiamo sempre virando in direzione di Dutch Harbour, pur non sapendo in quale area dell'oceano ci troviamo esattamente. Stiamo continuando le ricerche degli uomini scomparsi ieri; abbiamo controllato dappertutto. La nave è stata letteralmente messa a soqquadro, eccetto una parte; la stiva.

Ore 23:42

Io, il comandante di seconda e il resto dell'equipaggio ci siamo svegliati quando, presumibilmente attorno alle 23:40, abbiamo udito sinistre urla provenienti dalla parte bassa della nave. Assieme ad esse abbiamo udito anche il cane in preda, forse, ad una straziante agonia. Tutti questi rumori provenivano dalla stiva. Quando io e i restanti membri dell'equipaggio ci siamo radunati sulla scala per la stiva, abbiamo potuto osservare solo una piccola porzione di un macabro teatro di morte... Dalla porta della stiva, sul pavimento, c'é un lago di sangue che si propaga a vista d'occhio... Può solo essere il sangue di altri nostri marinai e forse anche del cane... Non capisco perché Dio sia arrivato a permettere un tale abominio... Questa nave ha qualcosa di... "maledetto". Sì. Non ho mai creduto a stupide credenze arcaiche o a leggende, ma stavolta, fino a prova contraria, dobbiamo confermare che il tutto si configura come qualcosa di totalmente maledetto. Dio ci aiuti... Ci aiuti tutti...

15/09/2000

Ormai inizio a non meravigliarmi più. Stamane, fortunatamente, i membri restanti sono tutti presenti. Ma c'é un problema ben più grande di quanto si possa immaginare, data la posizione geografica in cui ci troviamo; la nave ha, senza un apparente motivo, terminato TUTTO il suo carburante e i motori sono fuori uso... Non c'é stata nessuna esplosione. Siamo ora bloccati nel cuore dell'Oceano Pacifico... Non so cosa dire. Non so cosa pensare. Dio mio...

Ore 17:55

Improvvisamente, è calata intorno alla nave una fittissima nebbia. Non riusciamo più a scrutare l'orizzonte. Sembra che il diavolo in persona ci abbia scovati. Pare che l'Inferno sia piombato proprio sulla mia nave. Non abbiamo più nessuno mezzo di comunicazione funzionante, le bussole non funzionano e nemmeno il radar. I computer hanno dei malfunzionamenti e funzionano solo in parte. Non so perché, ma solo questo computer, su cui sto tenendo questo diario, sembra essere integro. Inoltre, non c'é rete per la connessione Internet. Cosa diavolo c'é all'interno di quella scatola? Cosa mai potrà essere VERAMENTE quell'artefatto? E perché il governo ci tiene così tanto da targarlo 'Top Secret'? Forse qualcosa di alieno? O semplicemente un artefatto strappato dalle mani di quale divinità che se lo voleva custodire religiosamente? Credo che tra tutte queste domande, una sola può avere una risposta chiara e lampante; quella "cosa" NON dovrebbe assolutamente trovarsi qui. Forse è davvero per questo che siamo tutti condannati...

16/09/2000

Alle tre di notte sento dei rumori provenire dalla cabina di Douglas, il comandante di seconda. Quando ho aperto la porta, mi sono ritrovato davanti uno scenario raccapricciante; Douglas se ne stava inginocchiato a fissarmi con uno sguardo catatonico, con le pupille molto dilatate e con la bava alla bocca. Era in preda a un delirio verbale privo di senso; pareva parlare una lingua sconosciuta. Pronunciava delle frasi con una cadenza assai macchinosa e terribilmente disumanizzata. Non potevo decifrare quello che diceva... Douglas è caduto all'indietro privo di vita pochi istanti più tardi. Devo prendere atto che un mio grande compagno d'avventure ha lasciato questo mondo in un modo terribile. Possa la sua anima riposare in pace... Dovremmo restituire la sua salma all'oceano.

17/09/2000

Sono le 5:30 del mattino. Stiamo finendo le scorte alimentari. Ora siamo rimasti solo io e alcuni membri della nave coi nervi semplicemente a pezzi... Il mio tremore alla mano sinistra continua da giorni e ora è più forte che mai. Cosa succederà oggi è ancora da scoprire, quindi staremo a vedere.

Ore 18:04

Non so come, ma un file nel mio computer, mentre non lo stavo usando, si è materializzato sul desktop... Ho appena finito di leggerne il contenuto e ancora non so chi me l'abbia recapitato. Posso comunque dire che quello che vi ho letto è eufemistico definirlo agghiacciante... Queste le sue parole:

Tutto l'equipaggio della nave deve sapere la verità! Quello che la Remington Swan sta attualmente trasportando nella sua stiva NON è quello che noi pensavamo che fosse veramente... Inimmaginabili saranno le sventure e le agonie di coloro che proveranno a sottrarre questo artefatto dal proprio tempio. Una vera e propria maledizione che colpirà tutti coloro che ne saranno coinvolti, direttamente o indirettamente. Un massacro, un annientamento. TUTTI pagheranno. Queste sono le volontà per le quali noi tutti, disgraziatamente, dovremo morire... Io stesso ne sono coinvolto. Sono stato io a rubare quest'artefatto dal tempio nascosto tra le remote montagne del Nepal per conto del Pentagono. Si credeva che questo oggetto potesse metterci in contatto con altre civiltà e razze degli angoli più lontani dell'universo, ma in realtà questa è tutta una stronzata! Ci hanno fregato! Ora non ha importanza se il governo abbia inventato un suo alibi o meno; ciò che conta è uscirne illesi, se possibile... Sto scrivendo queste righe perché sono l'ultimo dei rimasti qui a Shanghai che erano coinvolti nella faccenda; tutti gli altri sono andati incontro a una morte orripilante!... Non so cosa mi succederà, ma persino in questo istante mi sento molto strano... Sento che qualcuno mi osserva continuamente. Sento che qualcuno si sta avvicinando a me. Vi prego, a voi tutti, fate qualcosa per salvarvi! ORA! Se potete, fatelo oraa,af,po,pèr23 p'klèlk0èerpgsepèltk340'io4590'iy9 iem450itkèdsfvkmsòàgkpèewkmrt3g-.erkotp456u5jy7ikèpvw..dvk,port23g6d4d467tg34f234ruywef8hrefgioswef§m

Lo scritto si interrompe così, con dei tasti premuti alla rinfusa, quasi come le parole enunciate da Douglas in quella lingua incomprensibile. Forse costui è caduto anch'egli sotto gli effetti più devastanti di questa maledizione... Non so che fare. Non c'é niente da fare... L'unica cosa sarebbe tentare di entrare nella stiva e cercare di fare "qualcosa" con quell'artefatto. Forse gettarlo in mare... Anche se non sappiamo quali potrebbero essere le conseguenze di un tale gesto... Si può solo tentare... Tentare, magari invano, ma almeno morire provandoci...

Ore 22:50

Ho appena udito diverse urla strazianti provenire dalla prua. Non vedo nessuno dei marinai da nessuna parte. Sembrano essere tutti scomparsi chissà dove! Dio mio, sono solo. Sono rimasto senza uomini... Nella prua c'é una gigantesca chiazza di sangue, ma non c'é alcun cadavere...

Sono rimasto l'unico superstite di tutta la Remington Swan. Tutti i marinai sono scomparsi, presumibilmente morti, Douglas Carpenter è morto e persino il nostro cane Nautilus... Sono solo ora. Volente o nolente, questa faccenda, se risolvibile, la dovrò affrontare proprio io... Ok... Con tutta la calma, debbo tentare di organizzarmi. Ho intenzione di entrare di persona nella stiva e cercare di prendere quel maledettissimo artefatto...

18/09/2000

La scala per la stiva è ancora imbrattata di sangue. Ho controllato poco fa, ma non ho ancora avuto il fegato di entrarci. Senza varcare la soglia della porta, ho potuto scrutare un macabro spettacolo; tra le catene della stiva, giacevano letteralmente sventrati nelle proprie interiora i membri scomparsi del mio equipaggio; erano tutti appesi a dei ganci con molti dei loro organi fuoriuscenti... Molti sono stati impiccati con le loro stesse budella... Non ho resistito e ho dato di stomaco... Sono appena tornato ora qui in sala nautica, dopo aver visto questo orrore infinito. Ho anche potuto scrutare, in un angolo lontano della stiva, la custodia dell'artefatto... La cosa incredibile è che era... aperta... Eppure dovrebbe essere impossibile, perché la custodia era sigillata e blindata... Era semiaperta e dalla fessura fuoriusciva del sangue...

Dunque, sono esattamente le ore 02:05 della notte e qui pongo per iscritto le mie volontà. Sono il comandante Harry J. Hayes della nave da carico Remington Swan. Tutto l'equipaggio è stato massacrato da una forza ignota al nostro mondo e alla nostra scienza. Ora, esso giace senza vita nella stiva. Spero con tutto il cuore che, un giorno, qualcuno possa ritrovare questo diario che ho deciso di lasciare in questo computer, nel caso il mio tentativo non vada a buon fine.

Il tremore alla mano sinistra è stranamente cessato. Cosa vorrà mai darmi ad intendere?

Mi sto ora dirigendo verso la stiva... Dio solo sa cosa mi attende là sotto... Spero che queste non siano le mie ultime righe...

Spero di fare ritorno... Lo spero, davvero...

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Questo era il diario di bordo del comandante del Remington Swan, rinvenuto nel computer della sala nautica.

Le recenti ricerche indicano che nella stiva non è stato ritrovato assolutamente nulla. La nave è completamente pulita. L'artefatto e i corpi dell'equipaggio sembrano non essere mai stati presenti a bordo della nave...

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