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Il De Diaboli Invocatione è un manoscritto, di autore anonimo, che viene fatto risalire ai primi anni del Trecento. Scritto probabilmente in Francia in un latino facilmente comprensibile, ebbe rapida diffusione in forma di libro con l'ausilio della stampa, fino ad arrivare, un secolo dopo, in Italia meridionale e al Vaticano, dal quale venne immediatamente bandito. Dalle informazioni frammentarie pervenuteci, si sa che il pontefice Giulio II asserì che il testo, dal titolo prettamente satirico, altro non era che un'accusa alla dilagante corruzione della Chiesa. La verità, gelosamente custodita da pochi, è però un'altra: il manoscritto consisteva infatti in un rituale di magia nera per evocare Lucifero. La peculiarità del libro sta nelle circostanze che l'hanno accompagnato nel corso della storia.

Nel 1628, un contadino spagnolo venne ritrovato morto carbonizzato nella sua fattoria dalla moglie e le due figlie, pochi minuti dopo averlo visto per l'ultima volta e senza che nessuno entrasse, né tantomeno che l'uomo lasciasse la casa. Il dettaglio più raccapricciante era che, nonostante l'accertata morte per combustione, non vi era alcuna traccia d'incendio in casa. Tutto ciò che rinvenirono fu una copia del libro nello scantinato, che presumibilmente andò perso quando la fattoria venne abbattuta, pochi anni dopo che la famiglia cadde in rovina. Questo non fu affatto un caso isolato.

Mary Westway, ventiquattrenne appartenente ad una delle famiglie di spicco della borghesia di Londra, venne probabilmente a contatto col libro nel 1766, grazie al suo interesse per l'esoterismo e i testi classici. Venuta in possesso del testo, la giovane donna cominciò a diventare sempre più introversa. Passava intere giornate nel suo studio, al buio e senza mangiare. Il padre, preoccupato ed insospettito, chiamò un medico che la visitasse immediatamente; bussarono così alla porta della sua stanza, ma non vi fu alcuna risposta. Quando, persa la pazienza, sfondarono la porta, lo spettacolo era a dir poco nauseante. Il cadavere della ragazza, con mani e piedi amputati e già in decomposizione, era attorniato da quattro candele; sul muro, scritta a caratteri cubitali col suo stesso sangue, spiccava la scritta "Dio è morto". A questa visione, il padre della giovane, dopo sei mesi circa in preda alla follia, si tolse definitivamente la vita. La casa fu fatta benedire, e venne abbandonata assieme al testo stesso.

La fama del libro tra le sette e gli esoterici, a questo punto, si fece sempre più grande. Molte persone cercarono di procurarselo, e di quelle che ci riuscirono non si ebbe più nessuna notizia. Alcuni morirono annegati; altri orribilmente mutilati; altri fatti a pezzi e poi bruciati. Ciò che accomunava tutti era, ovviamente, la presenza del libro, che pareva sparire nel nulla ad ogni delitto consumato. Il caso più eclatante, nonché più recente, avvenne l'11 ottobre del 1973. Alan Wooden, bibliotecario di Flint (Michigan) sposato e con un figlio a carico, come tutti i giorni si alzò per andare a lavorare; tuttavia, l'uomo non tornò a casa la sera. Il giorno dopo la moglie, preoccupata, inviò una segnalazione alla polizia locale, che la informò due giorni dopo la scomparsa che il marito non solo era deceduto, ma aveva addirittura una lapide al cimitero, che recitava:

"Alan Wooden

29 settembre 1928 -11 ottobre 1973

Ha aperto le porte dell'Inferno".

La sua consorte, incredula, si batté per ottenere l'autorizzazione a visionare il contenuto della bara. Ciò che si parò di fronte alla squadra investigativa una volta disseppellito l'uomo avrebbe sorpreso chiunque: nella bara di lui non era rimasta che la testa, con gli occhi aperti ancora lacrimanti sangue, e una polverosa copia del De Diaboli Invocatione. Nonostante il libro fu requisito dai poliziotti, il caso fu archiviato e la faccenda venne insabbiata.

Ad oggi, è presumibile che le sette custodiscano il manoscritto integrale. I pochi frammenti che ci rimangono, diffusisi in tempi recenti e in maniera non esplicitata, sono i seguenti.

Homines impedire malum faciant, ut natura vult, possum: malus iis absolutus mihi est demostrandus. [...]Media nocte, stillandum sanguine tuo est ut Lucifer dominus venire apud te possit.Cum sanguine tuo stillet, mente pessimas carneficinas finge. Fingere mente perservera, cum sanguine lenitate fluiam.Etiam persevera, cum nominem suum saepius dicas, dum stomachus tuus se torqueat. [...]Necessitas non erat eum vocare: Lucifer cum te iam erat.

Posso impedire agli uomini di fare il male, come vuole la natura: è necessario che mostri loro il male assoluto. [...]A mezzanotte, occorre che il tuo sangue goccioli affinché il signore Lucifero possa venire da te.Mentre il tuo sangue scorre, immagina le peggiori carneficine. Continua ad immaginare, mentre il sangue scorre con lentezza.Continua ancora, mentre pronunci ripetutamente il suo nome, finché non ti si attorciglia lo stomaco. [...]Non era necessità che lo chiamassi: Lucifero era già con te.

Se nelle vostre case, per qualsiasi ragione, trovate una copia di questo libro, non apritelo per alcun motivo e disfatevene immediatamente.

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