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Era una notte davvero fredda, e come sempre, il turno di notte toccava a Rotislav. Si apprestò a mettere nella fondina la sua fedele pistola, poi, si accese una sigaretta mentre usciva di casa. Era una notte senza nuvole. I raggi lunari fendevano l'atmosfera come coltelli lucenti. Il vecchio Rotislav era abituato a nottate simili. Passava almeno tre giorni su sette a fare il turno di notte per sorvegliare la fattoria. Finì la sigaretta e la buttò a terra calpestandola poi col piede destro. Sistemò meglio sulla sua testa il suo inseparabile cappello con sopra disegnati la falce e il martello. Rotislav era ormai diventato un uomo senz'anima. Aveva partecipato alla grande guerra, e ormai non temeva più la morte. Sapeva che sorvegliare la fattoria era un compito rischioso visto che era stata più volte luogo di sparizioni, incendi e omicidi. Tuttavia la paga era buona e lui non aveva niente da perdere. La guerra gli aveva già portato via tutto: Il suo amato cane, sua sorellina, i suoi genitori e anche sua figlia. Si arrampicò sul tetto e sintonizzò la sua radiolina su un'emittente locale. Come quasi ogni notte non soffiava un filo di vento e sembrava che il tempo, in quel freddo buio, non sarebbe mai passato.

<<sono troppo vecchio per questo lavoro.>>

Sussurrò fra sè e sè. Ormai la luna iniziava ad abbassarsi, ma mancava ancora molto al sorgere del sole. Rotislav riusciva a malapena a tenere gli occhi aperti, infatti a momenti li chiudeva. Quando gli occhi si stavano per chiudere del tutto la sua mente creava delle strane figure e lui era costretto a riaprirli. Alla fine il vecchio cedette al sonno. Finalmente il meritato riposo. Dalla sua bocca usciva una nuvoletta di vapore ogni volta che respirava. Qualcosa svegliò Rotislav, era un fastidiosissimo rumore. L'uomo si guardò intorno non trovando nulla che potesse produrre tale suono. Poi il suo sguardo cadde sulla piccola radiolina posta sulle sue ginocchia. Stava trasmettendo statico. Rotislav la spense e si guardò intorno. Regnava il silenzio totale, e questo non dispiaceva affatto a Rotislav. Il freddo si faceva sempre più sentire e il vecchio Rotislav iniziò a tremare. Mormorò qualcosa, probabilmente si stava lamentando. Si rannicchiò abbracciando le proprie ginocchia. Un urlo tremendamente acuto squarciò la quiete notturna. Senza neanche accorgersene l'uomo estrasse la sua arma e balzò agilmente giù dal tetto. La luce lunare che cadeva sugli alberi creava strane ombre che si muovevano lentamente a causa della mancanza di vento. Rotislav iniziò a correre verso la fonte del suono. Arrivò davanti ad una villa. Era la villa del proprietario della fattoria. Si avvicinò lentamente e notò con sorpresa che la porta d'ingresso era socchiusa. Entrò chiudendo la porta alle sue spalle. Accese una candela posta vicino all'ingresso e potè notare che sulla rampa di scale era presente una scia di sangue. Rotislav deglutì lentamente, poi iniziò a seguire la scia di sangue. Il corridoio che gli si presentava davanti sembrava infinito. Alla fine arrivò davanti alla stanza del padrone di casa, aprì la porta e all'interno della stanza trovò due corpi mutilati. Alzò lo sguardo verso il soffitto e notò nel buio una figura più scura che mostrava i denti affilatissimi. Non poteva definirne bene il contorno, ma sembrava avesse una forma simile a quella di un qualsiasi essere umano. Dalla sua bocca cadevano delle grandi goccie di sangue che quando si infrangevano sul pavimento creavano un fastidiosissimo suono. Rotislav iniziò a sparare verso la creatura. Uno, due, tre, quatto, cinque colpi, ma quell'essere non sembrava risentire dei proiettili. Continuò a sparare fino a quando la pistola non fu completamente scarica.

clic clic

<<merda.>>

Gettò la pistola a terra e si fiondò nel corridoio correndo il più veloce possibile. L'età certamente si faceva sentire. Continuò a correre e dalla fretta saltò direttamente la rampa di scale, che ovviamente non era molto lunga. Afferrò la maniglia della porta dell'ingresso e tirò verso di se con tutta la forza possibile ma non si aprì. Si voltò guardando il suo carnefice e disse qualcosa a bassa voce.

<<prendimi, non ho paura di te!>> L'essere inaspettatamente replicò

<<guardami negli occhi e scoprirai cosa è la sofferenza.>>

Rotislav guardò dritto negli occhi la creatura e gli passarono davanti tutte le immagini delle persone che aveva ucciso durante la guerra. Si rannicchiò appoggiando la schiena alla porta e coprendosi gli occhi mentre le immagini scorrevano come fiumi in piena nella sua testa. Rotislav stava vedendo ciò che qualsiasi umano non vorrebbe mai vedere in vita sua.

Poi un altro urlo squarciò l'aria. Questa volta era l'urlo di Rotislav.


Il corpo di Rotislav, fu trovato la mattina seguende, inerme. Vicino a lui, sul pavimento, c'era una scritta di sangue.

<<la cruda notte è venuta a prendermi>>

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