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Mi riposo per un po'. Ora è il momento di alzarmi e provare di nuovo a cercare un'uscita. Cammino cercando segni sul muro, una macchia, un graffio, una ragnatela che non abbia ancora visto... Niente. Muri perfetti, intoccati. Ne esamino uno per cercare imperfezioni. Niente. Questo labirinto sembra un lavoro della Natura stessa, una piccola trappola creata dalle forze che regolano l'universo così che possano divertirsi guardando parassiti come me che lottano per un po' di luce solare.



Cammino dieci passi in avanti. Incrocio. Sinistra. Venti passi. Bivio. Destra. Cento passi. Duecento. Cinquecento. Non posso più contarli. Di nuovo un incrocio. O è lo stesso di prima?


Ho bisogno di marchiare i muri... Ma non ho strumenti, solo le mie mani. Prendo un respiro profondo e inizio a graffiare il muro. Niente. Una delle mie unghie si rompe a metà. Fa male. Molto male. Alzo lo sguardo contro il muro. Non posso arrendermi. Do un pugno al muro con tutta la mia forza. Sento il rumore di qualcosa che si rompe. Il dolore mi mostra che è solo una delle mie dita. Mi siedo sul pavimento, la schiena contro il muro opposto. Vedo il mio sangue che lentamente si dissolve sul muro, prima in un colore rosa chiaro, poi nell'inesistenza totale.

Chiudo gli occhi per qualche secondo. Silenzio. Posso sentire solo il mio stesso respiro.



All'improvviso sento qualcos'altro. Inizia debole, come il battito di un cuore e lentamente diventa sempre più forte. Sembrano passi. Salvezza? Un briciolo di speranza è acceso. Mi alzo e cammino attentamente verso il rumore. Il mio cuore batte più forte ad ogni passo, mentre il suono si rafforza.



E poi la mia gioia lentamente si trasforma in paura. Sì, sono passi. Sono sicuro che lo siano. Ma non sono i passi di un essere umano. Il suono non sembra seguire nessun tipo di ritmo o schema. Il silenzio tra un passo e un altro è snervante, e sembra che questa cosa non faccia parte del mio mondo, così come questo labirinto. Mi fermo per qualche secondo per prendere fiato e inizio a correre nella direzione opposta più veloce che posso.


Incrocio. Avanti. Venti passi. Incrocio. Sinistra. Cinquanta passi. Bivio. Sinistra. Trenta passi. Incrocio. Destra. Non posso più contare. Vicolo cieco. Di fronte a me appare un muro enorme e non c'è nessuna parte in cui andare. Sento i dannati passi dietro di me adesso, vicini... Sempre più vicini.

Mi siedo con la schiena contro il muro. Sono stanco, molto stanco. Non me ne importa più. La cosa può arrivare e distruggermi una volta per tutte. Non ho alcuna speranza di uscire di qui vivo. Chiudo gli occhi. Sento i passi che arrivano e continuo a tenere gli occhi chiusi, aspettando la fine.



Poi si ferma. La cosa è proprio davanti a me. Posso sentire il suo pesante respiro. Per molti secondi sento solo questo respiro davanti a me. Apro i miei occhi.



Quello che vedo è semplicemente qualcosa di indescrivibile. Sembra orribile, la sua forma non ha senso. Sono paralizzato, fisso il singolo occhio sulla testa della creatura. Poi sospira. Uno strano sospiro di delusione. Si gira e cammina via, verso gli oscuri corridoi del labirinto.



Mi siedo qui per un po' di tempo. Non posso dire quanto. Il tempo ormai non ha più senso. Devo riposarmi. Dormo.



Quando mi sveglio, sono un po' meno stanco. Mi alzo e cammino, cercando ancora un'uscita. La possibilità di vedere quella creatura in uno degli incroci fa battere il mio cuore sempre più veloce. Ora che penso a quell'occhio, penso di capire cosa mi spaventa tanto di esso.



Somiglia tanto ai miei occhi. Ma un po' più stanco. Un po' di secoli più stanco, immagino.


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