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Vi è mai capitato di sentirvi deboli e soggiogabili come pedine su una scacchiera? Avete mai pensato che tutte le vostre azioni, tutti i vostri pensieri possano essere un semplice flusso di parole nell'arcano e oscuro libro del destino? Ebbene, questo è ciò che mi succede da qualche anno a questa parte.

Ogni azione che compio, anche la più banale, sembra essere decisa a tavolino; all'inizio non ci facevo caso, ma pian piano ho notato che determinate coincidenze... ecco, non potevano esserlo. Fatti banali, ma che osservati con un ottica diversa apparivano oltremodo sospetti. Ricordo il giorno in cui persi le chiavi della macchina e tornai a piedi dall'ufficio, e guardacaso sul marciapiedi antistante il mio appartamento trovai un senzatetto che mi diede un portafoglio perduto.

Niente di strano, direte voi, giusto? Concorderei se non fosse il portafoglio di mia sorella, morta mesi fa, dove conservava una struggevole lettera d'addio verso il suo amato fratello. Concorderei anche se il senzatetto non fosse stato un nostro vecchio vicino che era stato con lei fino alla fine.

Ma i fatti non si limitano a questo.

Me ne rendo conto sempre dopo, ma quel rumore... quel fruscio... è come se mi accompagnasse in ogni momento della giornata: quando mangio, quando lavoro, quando mi muovo. Questo rumore di fondo, così familiare ma così inquietante, è la colonna sonora della mia vita.

A volte, poi, se aguzzo le orecchie, posso percepire qualcosa, come un flebile bisbiglio, indecifrabile e misterioso, all'apparenza gaio come la risata di un bambino.

La cosa più inquietante però restano loro... li puoi vedere alti nel cielo nelle notti senza luna, li puoi scorgere fra i raggi del sole calante al tramonto. Loro... nonostante io sia alto per gli standard umani, mi fanno sentire piccolo e indifeso... loro, gli cchi nel cielo, appena percepibili per l'occhio umano, ti penetrano col loro sguardo infernale, ti scrutano come animali allo zoo, per intere ore compaiono nella volta celeste e non accennano ad andarsene. Vogliono scoprire tutto di te.

Ormai non so più che credere.

Forse sono l'unico che li nota, l'unico che non riesce più a vivere conoscendo questi avvenimenti.

Forse quel residuo di libero arbitrio che penso di aver mantenuto è solo un effimera illusione, che mi fa illudere di essere una creatura capace di intendere e di volere.

Ora però è tardi per pensare a queste cose, la mia mente è affaticata e le palpebre calano pesantemente sui miei occhi.

E' tempo di farsi una bella dormita, il mio letto è qui vicino, nella prossima vignetta.

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