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Corri, non ti Fermare

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Sto correndo velocemente e i miei passi fanno troppo rumore; ogni volta che il piede tocca l’asfalto del viale un suono secco squarcia la notte e fa capire dove sono, ma non importa più. Purtroppo è inutile nascondersi ormai; loro mi hanno già trovato e ora devo correre per non farmi prendere e uccidere. Sento i loro schifosi mostri ansimare dietro di me, non vedono l’ora di affondare le loro zanne bianchissime nella mia carne, di assaggiare il mio sangue e di togliermi la vita. I suoni che mandano mi fanno accapponare la pelle perché mi ricordano quanto sono vicini. Il mio cuore sta battendo all’impazzata e non so per quanto reggerà ancora, il sudore mi imperla la fronte e lo sento colare sulla schiena. Mi devo fermare un attimo e mi appoggio a uno degli spettrali alberi del viale, mi chino mettendo le mani sulle gambe e cerco di respirare con il naso ascoltando il battito che mi tambura nelle orecchie.

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Profondi respiri.

La nuvola di vapore creata dalla condensa viene dissolta velocemente, una folata di vento mi gela il sudore sul viso e un brivido mi scuote. Un fascio di luce si agita e capisco di dover riprendere a correre nonostante tutto mi chieda di buttarmi a terra e riposare. Non posso permettere che mi prendano, non voglio morire.

I lampioni creano delle isole di luce alternate e mi tentano a cambiare direzione per nascondermi nell’oscurità, ma quei demoni mi troverebbero ovunque. Meglio restare dove posso correre senza difficoltà. Mentre tento di ignorare i polmoni che mi stanno scoppiando, la milza che mi sta abbandonando e il cuore che si sta per fermare, ripenso a quella mattina, quando tutto era ancora perfetto. Una lacrima mi scende sulla guancia e il vento della corsa la allontana velocemente. Questa mattina avevo il mondo ai miei piedi, ora sono sotto i piedi del mondo. Sto per morire e non posso fare niente se non correre. Penso, ma ormai mi risulta faticoso pensare lucidamente, la paura si è impossessata di me e sono disperato. Il viale sta per terminare e davanti a me finisce il parco, ma quei maledetti sono anche lì, hanno messo blocchi ad ogni ingresso. Maledetti. Uno di loro mi viene in contro mentre gli altri mi impediscono di fuggire. Mi volto per cambiare direzione, ma quel mostro salta e mi inchioda al suolo. La strada è fredda e l’asfalto mi graffia il volto. Con lo sguardo cerco qualsiasi cosa possa aiutarmi, ma non c’è niente, solo un enorme figura scura che ci sovrasta sulla destra. Sto piangendo pregando invano, lo scongiuro di non farmi del male, ma lui usa tutta la sua forza per tenermi a terra mentre mi piega indietro un braccio. Continuo a gridare e a dimenarmi, non voglio morire. Improvvisamente sento un dolore alla testa e tutto diventa nero.


Dal The New York Times Ieri notte, verso le undici, la polizia metropolitana di New York ha finalmente arrestato l’assassino che stava terrorizzando il distretto di Manhattan da due settimane. L’uomo, un cittadino americano originario del Texas di trentadue anni, è stato colto in flagranza di reato sulla West 77th St e ha iniziato a correre verso Central Park. Le forze dell’ordine hanno circondato tutto il parco mentre una squadra cinofila ha continuato l’inseguimento. Alla fine il malvivente è stato fermato davanti alla statua di Jose de San Martin. L’uomo ha perso conoscenza durante l’arresto e in questo momento è ricoverato in ospedale […]


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