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Nel 1998, in una cittadina dell’Alabama avvenne una delle scoperte più sconcertanti del XX° secolo. Durante quell’estate, alcuni abitanti della città di Roebuck segnalarono alle autorità la presenza di una roulotte, ridotta praticamente ad un catorcio, che si trovava ai margini della città, distante solo poche iarde da una piccola zona residenziale.

Di tanto in tanto, nel tardo pomeriggio, si potevano udire flebili grida e lamenti provenienti dall’interno della roulotte apparentemente abbandonata, i quali venivano scambiati dalla maggior parte dei residenti del piccolo quartiere per voci di bambini che giocavano; finchè un giorno un’anziana signora che viveva da sola in una delle case, ossessionata da quei rumori spiacevoli, chiamò la polizia.

Quando arrivarono, le autorità iniziarono subito la perquisizione della piccola roulotte. A una prima occhiata sembrava essere effettivamente deserta. Gli unici arredamenti trovati furono una sedia pieghevole leggermente arrugginita, un colorato divano con motivi floreali, che emanava una forte puzza di muffa, e un tavolino sorprendentemente in buone condizioni. La squadra di agenti ne rimase confusa, non sembrava esserci nulla di sospetto all’interno della roulotte. Ad ogni modo lo stesso non si poteva dire per il piccolo spazio sotto di essa. Lì fu rinvenuta una valigetta coperta da un fetido cumulo di rifiuti. Al suo interno, gli agenti trovarono 14 VHS senza etichette o adesivi. Il contenuto delle cassette era pressoché identico, tranne per i diversi soggetti mostrati.

Le cassette iniziavano tutte allo stesso modo, una brusca dissolvenza dal nero mostrava un bambino legato alla stessa sedia che è stata trovata nella roulotte. I bambini sembravano avere tutti la stessa espressione di terrore nel momento in cui la telecamera zoomava sui volti, gli occhi incavati iniettati di sangue. Nonostante il nastro adesivo nero sulla bocca, si riusciva a sentire il lamento succube.

Dopo pochi secondi, il bambino in questione, alzando lo sguardo, avrebbe iniziato a piangere più intensamente di prima. L’ombra del cameraman era sempre visibile in questa parte dei filmati, e sembrava stesse tenendo un qualche tipo di piccolo animale. A giudicare dall'ombra proiettata dal suo corpo e dai mugolii che emetteva, doveva trattarsi di un coniglio o qualcosa di simile.

Per un po’ di tempo il cameraman teneva l’animale sollevato al di sopra della testa, un momento prima di agitarlo in aria per poi scaraventarlo sul pavimento con una tale violenza che cacciò un orribile grido. Si potevano perfino udire alcune ossa rompersi e spezzarsi. Come vi potreste immaginare, questo non fece altro che far piangere e strillare il bambino, ma l’audio era smorzato e udibile a malapena.

Mentre il bambino continuava ad urlare, il cameraman raccoglieva il coniglio che respirava ancora e iniziava a giocarci, oscillando il suo floscio corpo avanti e indietro, su e giù; si poteva vedere una gran quantità di sangue che fuoriusciva da esso. A questo punto, il cameraman avrebbe sempre chiesto: “Cosa c’è che non va [nome del bambino]? Pensavo ti piacessero gli animali!” Nessuna risposta, lui o lei si limitava a piangere silenziosamente. Il cameraman assumeva un tono di voce addolorato palesemente finto, “Ohh… basta, basta. Puoi giocare con il coniglietto quando ho finito io, ok?”

Dicendo ciò, tirava fuori un grosso coltello da caccia, e lo conficcava velocemente nello stomaco del coniglio. Gli strilli e le grida della creatura terrorizzata sembravano causare diverse reazioni nei bambini. In certi video, sembravano svenire alla vista di questo orribile spettacolo, altri rimanevano seduti e cercavano di urlare. Nel peggiore dei casi, una bambina, che a vedersi poteva avere circa sei anni, apparentemente vomitò, ma visto che aveva la bocca tappata, ne fuoriuscì una piccola quantità dalle narici che la fece urlare dal dolore, allora sembrò svenire quando gli occhi le si girarono verso la testa. In questo caso il video si interrompeva prematuramente.

Ai bambini che rimanevano coscienti, il cameraman lasciava cadere il coltello da caccia per terra vicino a sè, e poi faceva roteare il coniglio morto sopra la testa come pale di un elicottero. Sangue ed interiora schizzavano per tutto l’interno della roulotte e sui bambini terrorizzati. Mentre continuavano a piangere sempre più forte, i loro piccoli occhi guardavano alla loro sinistra subito dopo che l’uomo diceva, “Guarda [nome del bambino]! Vuole salutarti!”. Subito dopo, il filmato si interrompeva improvvisamente.

I filmati finivano tutti allo stesso modo. Sullo sfondo veniva mostrata la foto di una croce rossa, con le parole scritte in bianco “Grazie per la visita [nome del bambino]!” mostrate in alto e “Gesù ti ama” in basso.

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Da allora, la città di Roebuck acquisì un certo livello di infamia nello stato dell’Alabama. Anche se il caso fu aperto per la prima volta nel 1992, in quella zona non fu ritrovata nessuna ulteriore prova degli omicidi. Nessuno dei bambini è mai stato identificato, la vecchia rugginosa roulotte è stata rottamata, e adesso l’area è adibita ad un parco giochi.

Se mai decidessi di andare a vederlo, scommetto che resteresti sorpreso dal numero di conigli selvatici che popolano la zona. Stranamente, amano giocare con i bambini che vanno lì, e alcuni cercano perfino di seguirli fino a casa.

Testo originale Bunnies.
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