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Da bambina ero solita regalare fiori ai miei genitori. Ogni domenica mattina mi alzavo presto per cercare i migliori fiori che riuscivo a trovare nel campo vicino casa mia, poi li legavo con una cordicella colorata che tenevo nella mia cameretta e infine, con un sorriso a trentadue denti, li portavo ai miei genitori.

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Quella volta avevo trovato degli splendidi girasoli. Quest'ultimi crescevano soltanto in quel periodo dell'anno e inoltre erano i fiori preferiti di mio papà. Quell'anno ho dovuto faticare molto per trovarli, infatti ho passato in rassegna gran parte del campo senza risultati, ma alla fine li ho trovati. Si trovavano quasi in fondo al campo.

Mentre proseguivo per la strada in pendenza (infatti vivevo in collina) l'aria si faceva sempre più fredda man mano che proseguivo, ma io non ci facevo caso, avevo altre cose per la testa: già immaginavo la mamma mentre mi avrebbe preso in braccio sorridendo, e mio papà che invece sarebbe scoppiato in una fragorosa risata come per dire "E brava la mia bambina"...

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Accompagnata da questi pensieri arrivai a destinazione. Come sempre non c'era anima viva nei paraggi, è strano il fatto che raramente qualcuno passava di lì. Chiamai: "Mamma, papà!" nessuna risposta. "Mamma, papà! Ci siete?" ritentai un'altra volta. Stavo per andarmene quando all'improvviso sentii una voce minacciosa dietro di me. Mi girai di scatto... era mio padre. "Ahahahah" rise mio padre. "Non spaventarla" disse mia madre con tono di rimprovero guardandolo. "Stavo solo scherzando..." rispose mio padre con una nota amara in bocca. A quel punto porsi i fiori verso mia mamma "Per te" dissi. La mamma, come avevo immaginato, mi sorrise e mi baciò. "Poggiali pure lì" La mamma mi indicò il punto in cui voleva che li mettessi.

Poggiai il mazzo di girasoli sulla loro tomba.

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