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Sono sempre stato un ragazzo che si fa i fatti suoi e penso che la maggior parte della gente per questo mi descriva come un codardo. Semplicemente io da sempre ho evitato i guai e non credo che questo sia un sintomo negativo o una dimostrazione di stupidità.

Quando a scuola i bulli massacrano di botte i soliti ragazzini sfigati o con qualche problema fisico, anche se sono sempre stato un ragazzo grande di costituzione fisica e piuttosto forte, ho sempre preferito farmi gli affari miei per non avere guai. Non riesco proprio a capire come si possa giudicarmi male in base a questo mio atteggiamento, anzi, mi dimostro estremamente saggio, cauto e furbo. Penso che i soliti buonisti e moralisti da quattro soldi dovrebbero imparare tutto da me su come funziona la vita: in natura vince colui che pensa sempre a sé stesso prima che agli altri.

Oggi quella rompicoglioni di mia madre, la solita bigotta che crede di sapere ogni cosa, mi ha obbligato ad andare a comprare nel supermercato vicino del pane perché a casa lo avevamo già finito. Arrivato al negozio, prendo il numero, aspetto la fila, prendo due baguette surgelate appena ri-sfornate e vado a pagare in cassa. Che noia. Esco dal supermercato e sono già le sei e mezza di sera. Sulla strada del ritorno a casa però vedo qualcosa di strano. Due uomini dalla testa rasata, muscolosi e tatuati, con in mano due coltellacci stanno minacciando una vecchietta per avere la sua borsa e tutti i gioielli d'oro che indossava.

La vecchietta disperata sta invocando aiuto, sperando che qualche passante possa aiutarla o almeno possa chiamare la polizia. Io, però, non volendo avere problemi di nessun tipo, mi nascondo dietro al più grosso cassone dell'immondizia che avevo vicino e aspetto che avvenga ciò che deve accadere. Decido però di spiare la scena ben nascosto per poter vedere come va a finire la vicenda. La vecchia intanto, dopo diverse richieste vane, invoca ancora una volta l'aiuto di qualcuno, poi si zittisce all'improvviso e si immobilizza. I delinquenti nello stesso momento, stufi di aspettare e nervosi per la paura che arrivi la polizia da un momento all'altro, alzano le braccia con i coltelli con l'intento di uccidere la vecchia signora e di portarle via tutto ciò che aveva di prezioso il prima possibile.

Sangue rosso imbratta il muro bianco candido. Tuttavia, guardando meglio, non riesco a credere ai miei occhi: il sangue non è della vecchietta, bensì di uno dei rapinatori. La piccola signora sta mutando. I suoi arti si stanno allungando, la sua pelle si sta squamando ed ingiallendo riempiendosi di protuberanze e di spuntoni, le sue unghie ed i suoi denti sono diventati lunghi, neri ed acuminati, ed i suoi occhi si sono iniettati di sangue. Appena terminata la trasformazione, la creatura deforme decide di finire di squartare il rapinatore già ferito, mentre il secondo malvivente, terrorizzato, chiede pietà al mostro piangendo promettendo improbabili cambiamenti di stile di vita ed impossibili rinunce al mondo della delinquenza. La creatura però, non appena ha finito di martoriare il corpo del primo bandito, con un solo gesto decapita il secondo ladro e ruggendo calpesta la sua testa fino a ridurla in una sorta di frappé sanguinolento.

Io intanto, traumatizzato, mentre il mostro continua a lacerare i corpi dei due sfortunati delinquenti, decido di gettarmi nel cassone delle immondizie e di chiudermi lì dentro, fino a quando la creatura non fosse andata via dalla zona. C'è una puzza terribile, ho i conati, ma nonostante io sia in uno stato forte di shock e sia in uno stato di iperventilazione, non posso fare rumore per non farmi scoprire.

Dopo qualche minuto non si sente più nessun rumore di maciullamento ed io comincio a calmarmi, continuando però ad ascoltare attentamente. Silenzio. Sono salvo, aspetterò ancora qualche minuto e poi uscirò dal cassone, per poi tornare a casa subito. Improvvisamente sento un rumore di passi.

Passi che si avvicinano a me. Vado nel panico. I muscoli si irrigidiscono, i peli si rizzano, mi viene la pelle d'oca ed i miei occhi si sgranano e li sento quasi uscire dalle orbite.


Ormai i passi sono vicinissimi al cassone, io sto battendo i denti dalla paura e sto sperando con tutto me stesso che non apra il cassone delle immondizie. Silenzio per un attimo. Ma subito dopo una vecchietta apre il cassone e mi fissa con i suoi occhi verdastri iniettati di sangue. Indossa un abito a fiori, tutto macchiato di rosso, diversi gioielli d'oro massiccio e mentre la guardo lei tamburella le affilatissime unghie nere sul cassone ringhiando.


Dopodiché, con gentilezza ma piuttosto nervosamente, l'anziana signora, tremando dalla rabbia e rivelando i suoi orridi lunghissimi denti neri, mi fa una domanda...

"E tu, tu perché non mi hai aiutato prima, giovanotto?"

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