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Cielo grigio, il cuore annebbiato dalla rabbia e dal dolore, e insieme a loro nostalgia, malinconia ed ogni altro sentimento cupo e triste.

Oramai a David non era rimasto più nulla. Aveva perso ciò che amava di più, la persona che più adorava e ammirava: la sua amata Anna.

La vita gliela portò via con un banale incidente d'auto, ed egli non seppe mai accettarlo. Non poteva, e non voleva, entrare nell'idea che la persona più cara a lui fosse andata via.

Qualche mese prima di morire, Anna gli regalò un carillon e una scatola. Forse per molti non sarà granché, ma David la custodì come se fosse chissà quale grande tesoro. Una piccola canzone, un insieme di dolci melodie, per simboleggiare il loro amore, e una scatola, per riempirla delle lettere che le scriveva.

Ma ormai, le lettere erano state buttate via, e David decise di sostituirle con qualcos'altro, qualcosa di più concreto, qualcosa che potesse fargli ricordare ancora una volta il volto della sua amata; e così fece. Ogni giorno, prima di andare a letto, prendeva in mano la scatola, apriva il carillon, e la osservava per diversi minuti. Poi l'apriva, e ne osservava il contenuto. Egli soffriva tanto, ma allo stesso tempo era felice di avere ancora una parte di Anna con lui, la cosa più importante, ciò che le permetteva di amarlo: il cuore. Per qualche strano motivo, il cuore non andava in putrefazione, bensì continuava a pulsare e a sgorgare sangue, come se fosse ancora "vivo".

E così fu, ogni sera. Fino alla morte.

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