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Bosco oscuro 2
Sophia se ne stava a guardare l’orologio impaziente, era pronta già da un'ora ormai… Era sveglia dalle sei, aveva provato a dormire ma, presa dall’ansia, non aveva chiuso occhio. Ora, truccata, vestita e pettinata, non aveva niente con cui distrarsi dal tempo che passava. Secondo dopo secondo l’ansia cresceva dentro di lei e la sua mente proiettava film mentali degni di Hollywood.

Si vedeva sfilare davanti alla sua comitiva di amici e dirigersi verso Ian che la guardava incantato, come in tutti quei film di ragazze sfigate che dopo una mano di trucco diventano delle super top model, si vedeva con il suo vestito blu, dieci volte più bella, come in un sogno, mentre lo baciava. Lui che ricambiava il bacio e le prendeva i fianchi stringendola a sé, come se volesse diventare un tutt’uno con lei, come se fossero due metà perfette destinate a riunirsi.

Ma la realtà non è un film, o almeno, non del genere che si aspettava lei. Troppo presto e troppo tardi, arrivò l’ora tanto desiderata. Con il suo scudo di sogni a velare le sue insicurezze si guardò un'ultima volta allo specchio e poi uscì. Ma il suo muro di sogni crollò, infranto, appena lo vide. Non era solo, c’era Scarlett con lui, si tenevano la mano e sfilavano davanti al resto della comitiva che, tra fischi e acclamazioni, per fortuna e per sfortuna, non notava Sophia.

Il suo sogno si era deformato, era diventato un incubo da cui non poteva uscire. Come in "Alice in Wonderland" avrebbe voluto bere una pozione colorata dal contenuto ambiguo, farsi piccola piccola, fare dietrofront e poi sparire sotto le coperte, al sicuro dal mondo.

Ma alla fine Dimitri la notò. Un ragazzetto magrolino con due occhi che facevano rumore, troppo spesso coperti da quella frangetta castana. Dimitri era il suo migliore amico, ma l’ultimo che avrebbe voluto incontrare. Delusa, ferita, non valeva parlare con nessuno… chiudersi nel suo silenzio e sparire.

"Non mi ama... un altro taglio”.

«Ehi, non ci pensare nemmeno.» disse lui con aria seria. A volte sembrava che riuscisse a leggerle nel pensiero e tutto ciò le dava i brividi. Dimitri... l’unico che riusciva a vederle dentro. A volte pensava a lui diversamente… ma subito i pensieri si ritiravano come onde, come cancellati da una gomma troppo bianca. Dimitri era gay. Parlando del più e del meno, scherzando e spintonandosi il gruppo di ragazzi arrivò a un boschetto dove decisero di accamparsi per passare la notte. Scarlett e Ian, insieme ad altre coppiette, sparirono dietro le fronde e lei non voleva neanche immaginarsi il motivo. Rimasero solo lei, Dimitri, due ragazzini di primo -gemelli- che si divertivano a spintonarsi e una ragazza minuta e silenziosa di cui le sfuggiva sempre il nome. Nonostante la sua stazza aveva due occhi enormi, da gufo, che fissavano tutti, scrutavano il mondo come due videocamere dallo schermo di un nero troppo puro, ali di corvo.

Arrivata la sera i ragazzi e le ragazze tornavano abbracciati parlando di cose che orecchie estranee ai fatti non avrebbero compreso. Ragazzi e ragazze, tutti in fila, tranne Ian e Scarlett. Si fecero le otto, poi le nove e poi le dieci. Nessuna traccia, nessuno che avesse il coraggio di inoltrarsi nella bocca nera del bosco per cercarli. Una bocca sembrava averli mangiati. Gli occhi di tutti erano incollati a quel nero, le risa e le burle avevano lasciato il posto a un silenzio teso, solo la mente faceva confusione urlando cosa sarebbe accaduto dopo. Ma seppur piene di pensieri, nessuna delle menti degli adolescenti, avrebbe potuto concepire ciò che sarebbe accaduto.

Una figura, con quattro gambe e quattro arti superiori, arrancava fuori dal bosco. Sempre più vicina... Alla fine gli occhi misero a fuoco: erano i due ragazzi. Le urla di gioia si frenarono quasi all’istante: in quel quadro c’era qualcosa che non andava. Ian zoppicava e la ragazza cercava di aiutarlo, il passo affrettato, lo sterno che si contraeva troppo velocemente. Stavano scappando, scappando da qualcosa. Ora erano a pochi metri, si distingueva un colore rosso, sangue. Sembrava che più passi facessero più la strada da fare aumentava, come se si stessero muovendo sul posto. Alla fine, come un animale braccato Scarlett cadde a terra esausta, gli occhi sbarrati, la testa che al minimo suono si girava di scatto, come fosse pazza. Ora Ian era a terra. Non respirava. Fu allora che Sophia capì, il sangue era il suo. Questo pensiero la svegliò… si alzò in piedi e cominciò a correre verso il bosco non vedendo nient’altro all’infuori del ragazzo. All’improvviso Dimitri le si buttò addosso, appena ai margini del bosco. Lei fece per urlare ma lui le tappò la bocca, solo gli occhi rimasero aperti. E ciò che videro non si può descrivere. Ad un certo punto ci fu un ronzio distorto e una luce accecante, poi il bosco si chiuse davanti a loro... alla fine il ronzio lasciò il posto alle urla di Scarlett, sempre più deboli… poi silenzio. La mattina dopo, tutto era normale, come se fosse stato solo un sogno. Alcuni ragazzi andarono a cercare i due malcapitati e trovarono solo delle ossa, talmente ridotte male che non si poteva essere certi se fossero davvero le loro.

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