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Nel paese in cui vivo, in un certo periodo dell’anno i prati si riempiono di piccole farfalle dalle ali nere a piccoli punti bianchi e il corpo a strisce rosse. (Mi sarebbe piaciuto riportare il nome vero ma purtroppo non lo conosco e non sono in grado di trovarlo). Noi le chiamiamo Bepivido.

Non volano molto, rimangono ferme tra l’erba e se le prendi in mano passeggiano tranquille sulle tue dita. Devono il loro nome ad un uomo che visse in paese molti anni fa.

Bepi, detto Vido per distinguerlo dagli altri Bepi del paese, era un contadino silenzioso dall’aria sempre corrucciata. Non frequentava l’unico bar del paese, non aveva amici, né famiglia, si faceva bastare la compagnia del suo campo. Era però ossessionato dagli uccelli: stando a quanto borbottava a volte, i merli e le tortore ce l’avrebbero avuta con lui e più di una volta aveva sorpreso i pennuti battibeccare tra loro lanciando minacciose occhiate nella sua direzione.

Nel suo orto, si era così circondato di spaventapasseri da lui stesso costruiti. Lattine appese ai rami, bambole di paglia e stracci, strisce di materiale lucido che mandavano bagliori rossastri ad ogni calar del giorno visibili anche dal paese.

In paese si rideva di lui e i bambini gli facevano il verso vedendolo passare. Bepi Vido li ignorava, fuori dalle finestre della sua casa aveva appeso gabbie vuote, come una sorta di avvertimento per quegli uccelli che sembravano perseguitarlo.

Un giorno un contadino, il cui campo confinava col suo, volle giocargli uno scherzo, tanto per avere qualcosa da raccontare al bar agli amici. Aspettò che Vido lasciasse il campo e poi facendosi aiutare dal proprio figlio staccò ogni singolo barattolo dagli alberi, quei barattoli con dentro un sasso che al vento suonano come campane. Sfilò dalla terra i pali con i fantocci di pezza e paglia, il figlio pensò ai nastri d’alluminio.

Nascosero tutto nel capanno degli attrezzi e andarono a casa, il giorno dopo si sarebbero svegliati presto per tornare al lavoro.


La mattina seguente, Bepi, detto Vido, era sdraiato nel cortile della propria casa. Ad una delle finestre aveva tolto le imposte nere scardinandole, se le era fissate con dei lacci alle braccia e probabilmente dal tetto della propria abitazione aveva preso il volo.

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