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Non saprei come classificare questa storia, che di sicuro si adatta perfettamente ad essere una Creepypasta anche se fu scritta intorno al 1560 da Cellini stesso, nella sua autobiografia "Vita di Benvenuto di Maestro Giovanni Cellini fiorentino, scritta, per lui medesimo, in Firenze".



Benvenuto Cellini fu un eminente scultore ed orafo: è suo ad esempio il Perseo che decapita la Medusa fra le attrazioni di maggior pregio di Firenze; ma fra le sue passioni annoverava anche l'occultismo.

Grazie alla sua maestria divenne stampatore alla zecca pontificia e mazziere (una guardia personale) del papa e fu proprio in quel periodo che fece la conoscenza di un sacerdote di origine siciliana (di cui Cellini, però, non fa il nome) famoso per le sue arti divinatorie. All'epoca l'alchimia, la magia, la religione e la superstizione convivevano, spesso anche in uomini di Chiesa.

Una notte il sacerdote volle dare dimostrazione a Cellini del suo potere sulle forze dell'oscurità: attese la prima notte senza luna e lo condusse, assieme al suo apprendista e ad un ragazzino vergine, all'interno delle mura del Colosseo. Sì, proprio la grande arena simbolo di Roma; il posto non fu scelto a caso.



Dopo aver tracciato un cerchio nella sabbia fece accendere un fuoco dal suo assistente e dall'orafo; dopodiché lo alimentò con oli profumati ed erbe di ogni sorta e, guardando il ragazzino dritto negli occhi, recitò una serie infinita di litanie e formule segrete.

D'improvviso il prete si fermò, dichiarando che ora l'arena era piena di diavoli e demoni di ogni sorta. Si rivolse all'artista:

- Ora le forze oscure sono ai miei comandi, domanda quello che vuoi e ti sarà esaudito. -

Cellini chiese di potersi ricongiungere alla sua amante siciliana, Angelica.

- Nel volgere di una luna, il tuo desiderio sarà esaudito - Questa fu la risposta dei demoni, per bocca del sacerdote.



L'esperienza non lo turbò più di tanto, non era la prima volta che assisteva ad una seduta spiritica e presto dimenticò sia il prete che la promessa fattagli.

Di lì a poco ebbe la notizia che suo fratello era stato ucciso in una rissa e per vendicarlo uccise il suo assalitore. Ricercato dalle autorità vaticane dovette fuggire a Napoli.

Prese una stanza in una locanda dei sobborghi dove incontrò proprio Angelica, la sua amante di un tempo, adesso impiegata come sguattera; e proprio mentre assaporava le delizie di quel fortunato incontro un insolito rumore proveniente dall'esterno della stanza gli fece notare che quella sera non c'era la luna.

Era passato un mese esatto da quella notte al Colosseo.



La leggenda vuole che Benvenuto Cellini trascorse il resto dei suoi giorni braccato da una parte dal papa e dall'altra dai suoi demoni. Morì senza assoluzione alla corte dei Medici una notte di luna nuova.

Cellini Portrait
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