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L'aveva colpita per la sua semplicità, accanto alle sue sorelle in stoffe pseudo-sfarzose, profusione di accessori ed identità già scolpite: capelli sciolti, viso acqua e sapone, abitino T-shirt decorato da nient'altro che un grande punto interrogativo sul davanti, nero su bianco, che richiamava il nome stampato sulla confezione. Le sembrò in qualche modo più innocente, più indifesa delle principesse, veterinarie, manager e sante protettrici dello shopping che la affiancavano.

(E poi, per dirla tutta, costava anche un po' meno.).

A sua figlia, che quel giorno compiva sei anni, fece la sua stessa impressione. -Mamma, ma è mezza nuda! Ha freddo, poverina, guarda: ha la pelle d'oca! Vestiamola subito...-

Il particolare della "pelle d'oca" fece sorridere Susanna; ma a sua figlia l'immaginazione non era mai mancata. Prima ancora di spegnere le candeline sulla sua torta, chiese ai genitori (e le fu concesso) di alzarsi da tavola per andare a mettere qualcosa addosso alla bambola infreddolita. Dopo qualche minuto, fatti indossare alla sua nuova Barbie Guess What un golfino, un paio di jeans e mocassini prelevati dal guardaroba delle sorelle che l'avevano preceduta, la bimba tornò di corsa in soggiorno, avida di canti e candeline.

Terminati i festeggiamenti e rimessa in ordine la cucina, Susanna si affacciò alla cameretta di Giulia. La piccola parlava con la nuova amichetta di plastica e la manipolava, facendole assumere varie posizioni, come faceva sempre con tutte le sue bambole, ma (questa fu l'impressione della madre) con intensità e concentrazione maggiore del solito. Contenta della propria scelta, Susanna si avviò in bagno per darsi una rinfrescata, prima di tornare in ufficio.

-Mamma... -. Sentì che sua figlia usciva di corsa dalla sua cameretta e la raggiungeva; la sua voce era tesa e spaventata. Susanna si girò verso di lei.

-Tesoro, cosa... -. Ebbe un soprassalto, nel vedere che dalla manina chiusa a pugno della piccola colavano delle gocce di sangue. -Ti sei tagliata?

-No, mamma... è la Barbie... -

-La Barbie? -. Dal pugnetto di Giulia, spuntava la testa della bambola.

-Sì! Le stavo piegando la testa per pettinarla e si è staccata... - Giulia aprì il pugno. Sul palmo, la testa della Barbie giaceva spezzata a metà del collo: dai contorni irregolari del moncherino scivolava un sottilissimo rivolo di sangue e sporgeva per circa un centimetro un filo che sembrava proprio...

Rabbrividendo, Susanna raccolse il pezzo e lo esaminò da vicino...

...midollo spinale.

E ciò che vedeva all'interno del moncherino del collo, non poteva che essere il contorno di una vertebra in miniatura.

Senza una parola, senza capire quello che faceva, seguita dalla bambina impaurita, la donna entrò nella cameretta di Giulia e raccolse la bambola decapitata e sanguinante; la spogliò e registrò che, al tatto, non sembrava fatta di nient'altro che la solita morbida, serica plastica. La portò in cucina, la posò sul tagliere, estrasse il trinciapollo dal cassetto e aprì in due la parte frontale del torso della bambola, dal moncherino del collo all'accenno stilizzato di pube che, dall'esterno, la accumunava a tutte le altre Barbie.

Il tagliere si ricoprì di sangue. Tra i lembi del rivestimento di plastica squarciato, apparve la perfetta miniatura dell'interno di un corpo umano. Tutti gli organi erano al posto giusto, lucenti e straordinariamente realistici.

Allargando con la punta delle dita la minuscola gabbia toracica, Susanna scorse un cuore di dimensioni proporzionate, che continuava imperterrito a battere.

Scritto da CantoNotturno

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