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Che ore sono? Mezzanotte. È morta da più di un'ora, ormai. Cavolo, quanto è difficile trasportare un corpo. La schiena comincia a farmi male. Devo raggiungere il fiume e devo lanciarla dentro. Pensavo che il fiume fosse più vicino. Mi spiace, Juliet, meritavi di morire. Ti sei comportata male con me, mi hai detto quella frase... quella frase... orribile. Dovevi morire, era mio dovere ucciderti. Ho solo compiuto il mio dovere.

Un'ora e mezza. Juliet sta parlando da un'ora e mezza. Abbiamo lasciato il locale alle 21 ed ora sono le 22 e 30, in questo lasso di tempo Juliet non ha mai smesso di parlare. Che seccatura. La odio. Mi ha detto quella frase... quella frase orribile. Devo punirla. Qui non c'è nessuno. Le faccio segno di sederci qui, sul prato. Lei si siede ma continua a parlare, faccio finta di ascoltare, ma preferisco udire il suono del fiume, deve essere vicino, perfetto. Ha smesso di parlare, spero non mi abbia fatto alcuna domanda, perché non saprei rispondere. Mi guarda negli occhi, io guardo le sue lentiggini. Che cosa... certo. Juliet ha sempre avuto le lentiggini. Lei si avvicina, vuole baciarmi. Perfetto. È ora. L'espressione del suo volto cambia drasticamente, percepisco la sua paura, il dolore. Lei si guarda lentamente l'addome, vede il mio pugnale conficcato, vede il sangue che sgorga, lentamente rivolge di nuovo lo sguardo su di me. Riesce a chiedermi il perché senza parlare. Le rispondo. "Te lo meriti. Non dovevi dirmi quella frase. Quell'orribile frase"

La musica del locale è davvero forte, credo che a Juliet dia fastidio. Non me ne frega niente, dopo quell'orribile frase, ti meriti questo e altro, Juliet. Lo vedo entrare, preceduto dalla puzza, quel pazzo. Un uomo sulla cinquantina. Ì sporco, i suoi vestiti sono distrutti, ha in mano la foto di una ragazza bionda, gira così da una settimana. Si avvicina a Juliet, le dice di stare attenta, dice che la ragazza bionda era la sua bambina, che si chiamava Carly, che dopo la sua scomparsa toccherà a lei. Juliet si spaventa, il barman riesce a cacciare via quell'uomo, ci chiede di scusarlo, ci dice che sua figlia è scomparsa una settimana fa. Juliet dice che non fa niente. Io le prendo la mano, le chiedo se vuole uscire dal locale, lei mi risponde di sì. Controllo l'ora. Sono le 21.

Il telegiornale delle 19 parla di quella ragazza bionda, Carly, dicono che aveva appena finito il suo turno di lavoro da Starbucks quando è scomparsa nel nulla. Povera ragazza, probabilmente l'hanno uccisa. Chissà se meritava di morire. Juliet sicuramente sì. Juliet merita di morire. Ha detto quella frase orribile. A proposito, è tardi, devo prepararmi, tra un'oretta devo andare a prenderla. La porterò in un locale e a fine serata la ucciderò. Mi spiace Juliet, te lo meriti. Te lo meriti.

Il corpo giace a terra senza vita. Estraggo il pugnale dall'addome. Devo nascondere il cadavere. Mi spiace Juliet, dovevi morire. Qui vicino c'è una discarica, la porterò lì. Prendo il corpo in braccio, un cartellino cade a terra. Lo prendo. E' il cartellino dei dipendenti di Starbucks, c'è scritto "Carly". Perché Juliet ha un cartellino con scritto Carly?. Perché... Juliet è bionda... certo, Juliet è sempre stata bionda. Il mio cellulare vibra, un messaggio da Susan. "Ciao, io torno la prossima settimana. Se ti va possiamo uscire insieme". Vedo la foto del profilo, vedo le sue lentiggini. Juliet. Juliet è bionda, Juliet ha le lentiggini. Juliet ha detto quell'orribile frase. Juliet ha detto "tu sei pazzo". Juliet deve morire.

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