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Autoconservazione

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Se state leggendo questo significa che fortunatamente sono morto da tempo. Sono passati all'incirca... un paio di mesi da quando il meteorite ha colpito il Mississippi. C'erano un sacco di persone interessate, astrologi e i soliti curiosi di passaggio per dare un'occhiata. Avevano raccolto campioni di roccia per spedirli ai musei di tutto il mondo. Diavolo, io stesso mi sono quasi messo in viaggio per andare a vedere, ma avevo un colloquio con un potenziale datore di lavoro. Se non mi avesse chiamato il giorno prima, sarei morto ora. Tre giorni dopo, una volta svanito l'entusiasmo iniziale, i media avevano smesso di parlare della meteora per un paio di giorni.



Avevo sentito qualche aggiornamento accendendo la tv sull'ultima edizione del telegiornale, una sera di ritorno dal pub. Ero giusto in tempo per assistere all'ultimora. Il giornalista, con aria preoccupata, informava che quasi tutti coloro che si trovavano nelle vicinanze del Mississipi erano stati ricoverati. I loro sintomi erano simili a quelli che solitamente presentano i cadaveri in decomposizione. Dieci persone erano già morte, principalmente anziani e giovanissimi. Scienzati e genetisti di tutto il globo lavoravano freneticamente per trovare una cura. Come il più astuto degli orsi, mi stavo preparando all'epidemia raccogliendo provviste. Anni passati ad essere paranoico per nulla stavano per essere ripagati.



Il telegiornale del giorno dopo aveva alleggerito i toni. Uno scienziato cinese aveva scoperto che il meteorite conteneva una sorta di batterio alieno in grado di deteriorare la struttura dei tessuti. Lo scienziato evidenziava che questo era in grado di attaccare solamente gli umani. Inoltre era risultato che se una vittima si fosse nutrita di un essere vivente, come un insetto, questo avrebbe ritardato il progredire dell'infezione, dando il tempo agli scienziati di trovare una cura permanente. Chiunque pensasse di aver contratto l'infezione avrebbe dovuto cibarsi del maggior numero di creature viventi possibile. Il reporter spiegava anche che l'esercito stava tentando di arginare l'epidemia.



Fallirono.



Chiunque abbia letto il libro di Stephen King, "L'ombra Dello Scorpione", avrà un'idea di come il batterio si sia fatto strada in tutto il mondo. Si diffondeva nell'aria, ma per essere infettati, bisognava trovarsi vicino ad un malato. Dato che i sintomi impiegavano dai tre ai sei giorni per manifestarsi, la gente non realizzava immediatamente di essere stata contagiata. In una settimana il morbo di Victus Somes, come era stato nominato, era diventato un fenomeno mondiale.



Mi sono barricato in casa, con asciugamani e coperte conficcati in ogni angolo. La televisione è sintonizzata giorno e notte sul canale delle news. Gli scienziati non avevano previsto che il batterio si sarebbe adattato agli sforzi della gente cercando di tenerla a bada. Le vittime di tutto il mondo iniziavano lamentarsi, la dieta a base di insetti non bastava più. Iniziarono a cacciare piccoli mammiferi e a cibarsene.



Giorno dopo giorno la gente iniziava a nutrirsi di animali sempre più grandi. Il primo caso di cannibalismo, ironicamente, coincideva con l'ultima messa in onda del telegiornale. Il giornalista stava perdendo i capelli e gli mancavano tre denti. Annunciava nervosamente all'America che era stato riportato un caso di cannibalismo nel Sud Europa. Inoltre spiegava, appunto, che non ci sarebbero state altre trasmissioni. I sopravvissuti avrebbero dovuto barricarsi in casa e non lasciare entrare nessuno.



Per la settimana e mezza seguente, osservavo gli infetti trascinarsi per la strada bussando ad ogni porta. Uno dei miei vicini, un paio di case dopo la mia, era stato così stupido da aprire la porta. Tre persone lo stavano trascinando fuori di casa mordendo la sua carne. Avevano iniziato da gambe e braccia, cercando di tenerlo in vita il più a lungo possibile. Piangevano mentre mangiavano. Il loro pasto si contorceva dal dolore e le tre persone che se ne stavano cibando si scusavano forsennatamente, parlando con la bocca piena di brandelli delle sue braccia. Non credo che non fossero in grado di controllarsi; piuttosto sembravano disgustati da ciò che erano costretti a fare per restare in vita.



Cercarono di irrompere in casa mia cinque o sei giorni dopo, ma le mie barricate reggevano. Erano proprio lì fuori,mi pregavano di lasciarli entrare. " Solo un morso, Per piacere, sia generoso." Ho ascoltato la loro cantilena per tutta la notte, ero troppo spaventato per dormire.



Suppongo di dover spiegare perchè sto scrivendo tutto questo. Sono stato contagiato. Ieri tossendo ho perso un canino. Ho trascorso la notte togliendomi i denti, sfilandoli uno per uno. Non faceva male; scivolavano via, ricordava quasi il togliere le carote dalle terra. Comunque sia, come dicevo, sono infetto. Gli insetti non bastano più e gli animali selvatici rimasti sono fuggiti. Ho deciso di attirare qualcuno in casa mia ed attaccarlo. Sembra così sbagliato vedendolo scritto, ma non voglio morire. E sono così affamato.



Mi dispiace, mi dispiace tanto.

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