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Faceva freddo in quella stanza.

Solo freddo.

Faceva freddo e tremavo.

Faceva freddo e piangevo.

Faceva freddo e urlavo.

Mi disperavo e intrepida cercavo di lottare, cercavo di non arrendermi.

Seduta, in mezzo al letto, gambe incrociate, mani ghiacciate.

Respiro flebile e una voce che trema.

Brividi sulla schiena.

Ero circondata, circondata da quelle ombre nere.

Circondata da loro, dai demoni.

Ne guardai uno, negli occhi, a modo di sfida, ma cosa ne ricavai?

Ricavai l'averlo dentro.

Ne fissai un altro, lo sfidai, e anche quest'ultimo si fiondò dentro me.

E ora?

Ora cosa potevo fare?

Ora che mi avrebbero strappato la vita di dosso, cosa avrei fatto?

Rumori assordanti e il rimbombare in testa.

Tensione.

Paura.

Freddo.

Stavano scendendo allo stomaco, erano passati al cuore e avevano fatto piazza pulita, mi avevano fottuto tutti i sentimenti, ora dovevano arrivare allo stomaco per poi risalire freneticamente ed evacuare dalla bocca.

Ne sfidai un altro, tagli su un braccio.

Ne sfidai un altro ancora, graffi e morsi.

"-Smettila, non continuare" dissi a me stessa, ma non sentivo ragioni, dovevo sfidarne, uno a uno, dovevo mostrare loro che non mi spaventavano, ma dentro, tremavo.

Era inutile, mi avrebbero ucciso.

Mi avrebbero strappato la vita.

Fischiate assordanti in orecchie oramai prive di udito.

Sangue.

Sangue e macerie.

Macerie che mi crollavano addosso.

Venni percossa.

Non uscirono, ne entrarono altri, loro erano dentro di me, anzi, io ero in mezzo a loro.

Anima dannata, anima dannata priva di sentimenti.

Era la Fine.

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