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Perché continui a cercarmi? Non mi puoi trovare se non lo voglio. Sono la notte... eppure, sai che sono qui. Ti vedo, tremante quando entro nella stanza.

Ti contrai quando scivolo sotto il tuo letto. Mi puoi sentire. Senti il mio respiro sul tuo collo? Senti le mie unghie sulla tua carne? Incontri il mio sguardo nel buio della notte? Sì, tu sai che sono lì. Sono sempre stato lì. La situazione era diversa quando eri giovane, i tuoi piccoli occhi potevano vedermi a quel tempo.

Avresti dovuto gridare, e indicarmi, provando a nasconderti dietro le barre della culla.

Avresti dovuto gridare fino a che tua madre non ti avrebbe tranquillizzato. Solo quando lei avrebbe premuto l'interruttore, e portato la luce nel tuo stupido mondo, io sarei andato via. Ma non importava, perché lei se ne sarebbe andata, lo avrebbe fatto sempre, e quindi io sarei ritornato.

Hai imparato velocemente che piangere non serviva a mandarmi via. Hai deciso di ignorarmi, di far finta che io non fossi lì. Perfino quando i miei unti capelli pendevano sulla tua faccia, e mentre sentivi il mio respiro dalle tue orecchie, continuavi ad ignorarmi. Eri davvero bravo a farlo.



Ho provato, ovviamente, a farmi notare. Inizialmente con piccole cose; una scarpa spostata, giochi che rotolano per terra, una finestra aperta. Ma questo era troppo facile da ignorare per te, troppo facile per te da spiegare. Ricordi Fuff? quella putrida creatura che adoravi tanto? Quella che mamma disse che scappò? Ti assicuro che non era in condizione di scappare quando avevo finito con lei.

Ti ricordi la piccola Stacey? Quella bella bambina che ha diviso le caramelle con te? Le hai dato sempre delle attenzioni, non l'hai mai ignorata. La odiavo, sono dispiaciuto per l'incidente. Che sfortuna per una piccola bambina di essere vittima di un cane rabbioso. Un cane rabbioso! Non aveva più la faccia, sai? Mi sono lasciato trasportare, il gusto del sangue, le grida stridule nelle mie orecchie, mi hanno sopraffatto. Ma tu continui ad ignorarmi.



Dopo questi avvenimenti ti sei ritirato, stando ore al computer, rinchiuso nella tua stanza. Era bellissimo all'inizio, eravamo così vicini. Stavi sveglio fino a tardi, e guardavo oltre le tue spalle mentre navigavi su internet, cercando in che modo potevi mettere fine alla tua infelice vita. Una volta ci hai provato, ma la corda si spezzò, ricordi? Beh non ti potevo lasciare andare così facilmente. Non mi potevo fare lasciare così.

Deciderò io quando potrai andare; La tua vita è mia e la avrai solo quando decido io.



Comunque un po' era cambiato da prima.

Certo, hai trovato un lavoro, ti sei spostato, ma io ti ho seguito.

Ti continui a sedere di fronte a quello schermo ogni notte, sprecando il tuo tempo, paralizzando i tuoi sensi, così puoi andare alla deriva senza soffrire attraverso quei momenti in mezzo tra la veglia e il sonno.

Quei momenti nei quali mi intravedi strascicando in giro per la stanza, vedi i miei occhi luccicare e senti la stanza ghiacciarsi.

Come assaporo quei momenti. Mi hai dimenticato, ma sai lo stesso che sono qui. Accendi la luce, nei tuoi attimi di coraggio, provando a cercarmi. Ma quando fai disperdere il buio, io mi disperdo con esso, dal momento che io sono il buio.

Sono il buio della tua anima. Non me ne andrò mai, almeno non da solo. Oh, prima o poi mi vedrai, di notte, in tutta la mia orrenda grandezza, ma sarò l'ultima cosa che vedrai.




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