FANDOM


Correvo, correvo senza sosta, correvo quella che sembrava essere la più importante corsa della mia supposta esistenza.



Il sentiero era retto, la nebbia era fitta, non si vedeva niente, ma io lo percepivo, non dovevo preoccuparmi della strada.



Il respiro era sempre più affannoso, non sapevo quanto potevo resistere...



Mi girai, e lo vidi: non sapevo cosa fosse, da dove provenisse, non sapevo niente, non sapevo che ci facessi lì, come c'ero arrivato, quando c'ero arrivato, l'unica cosa che sapevo era che questo non era un sogno.



Lui, lui era veloce, sempre più veloce, e io ero lento, sempre più lento.



Ma non potevo fermarmi, dovevo correre per la mia vita, perché se mi fossi fermato, non sapevo cosa sarebbe successo.



E più correvo più rallentavo, e più lui si avvicinava.



Oramai non c'era scampo, era vicino, sempre più vicino



...



Finché non mi prese.



Provai a scappare, a colpirlo, niente, la sua presa era inattaccabile.



Piangevo, piangevo disperato, mentre lui avvicinava la sua faccia alla mia sempre di più, iniziavo a sentire il suo fiato, gelido come la neve e puzzolente come una discarica, finché la sua testa non si appoggiò sulla mia spalla.



Provavo ad urlare, a fare qualsiasi cosa, ma non ci riuscivo, ero paralizzato, oramai era la mia fine.



Poi la bestia, con un sorriso quasi demoniaco, mi parlò, con una voce che non dimenticherò mai, quasi distorta, non umana.



"Non ti senti stanco?"



...



2d1mr90









Vota questo racconto:

Voto complessivo:

È necessario registrarsi e collegarsi dal browser per poter votare e visualizzare i risultati.